{"id":700,"date":"2012-08-08T19:58:33","date_gmt":"2012-08-08T18:58:33","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=700"},"modified":"2013-06-28T20:42:39","modified_gmt":"2013-06-28T19:42:39","slug":"la-custode-di-libri-sophie-divry","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=700","title":{"rendered":"La custode di libri (Sophie Divry)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.libreriauniversitaria.it\/custode-libri-divry-sophie-einaudi\/libro\/9788806209209\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"\" src=\"http:\/\/img2.libreriauniversitaria.it\/BIT\/240\/920\/9788806209209.jpg\" width=\"151\" height=\"240\" \/><\/a>Gi\u00e0 prima di leggere questo grazioso monologo pensavo che lavorare in una biblioteca non sia affatto un lavoro <em>comune<\/em> e che in tutti coloro che lo prendono <em>sul serio<\/em> non si tratti soltanto di svolgere determinate operazioni seriali (riordinare, catalogare, collocare, spostare etc.) ma anche di entrare in contatto con un potentissimo <em>microscopio<\/em>, il cui utilizzo esige una precisione e una disciplina assolute. La bibliotecaria cui Sophie Divry attribuisce il lungo \u201csfogo\u201d di cui \u00e8 composto questo libro mette in scena la rappresentazione e la \u201cprova\u201d perfetta di quella ricorrente impressione e mi consente anche di rammentare con simpatia tutte le figure, in carne ed ossa, in cui riconoscere, nella vita reale, stretti \u201cparenti\u201d o fedeli \u201cseguaci\u201d della protagonista.<\/p>\n<p>Tolto l\u2019unico profilo che senz\u2019altro \u00e8 poco convincente \u2013 ossia la coltivazione quasi masochistica e nevrotica, da parte dell\u2019impiegata narrante, di una condizione di solitudine sofferente e affettivamente \u201cmonca\u201d: \u00e8 lo stanco stereotipo, per l\u2019appunto, del \u201ctopo\u201d di biblioteca&#8230; \u2013 l\u2019esordio della scrittrice francese \u00e8 decisamente brillante. La Biblioteca (con la B maiuscola, anche se si tratta di una biblioteca di provincia) vi assume i connotati di <em>un\u2019immagine del mondo<\/em>: a volte cos\u00ec fedele, nello smascherare le tante piccolezze e volgarit\u00e0 delle comuni relazioni sociali; a volte capace di ergersi a metafora di un\u2019alternativa ideale e assolutamente democratica, nella quale rendere accessibile a tutti le chiavi per progettare la propria vita e promuovere, con ci\u00f2, tutte le doti e le virt\u00f9 che <em>all\u2019esterno<\/em> paiono tanto trascurate; altre volte, ancora, fruibile come luogo di rifugio, di protezione, di conservazione e di \u201calimento\u201d, per uomini e idee che non vogliono adeguarsi al paradigma del <em>consumo<\/em> letterario.<\/p>\n<p>Sono moltissimi i punti specifici che meriterebbero una segnalazione ed un plauso. Ne ricordo alcuni: la felice assimilazione tra il sistema universale di classificazione Dewey e la tavola di Mendeleev (p. 8); la \u201ctirata\u201d sui \u201clibri brutti\u201d, rispetto ai quali \u201cbisogna essere cattivi\u201d, perch\u00e9 la Biblioteca \u00e8 anche la sede di una selezione seria ed accurata dei meriti culturali, e la Cultura (sempre con la maiuscola&#8230;) \u201c\u00e8 uno sforzo permanente dell\u2019essere per sfuggire alla propria vile condizione di primate non civilizzato\u201d (p. 38); la paradossale (ma quanto reale!) \u201cpropriet\u00e0\u201d delle Biblioteche, dotate della forza \u201csoprattutto in estate\u201d (di nuovo: quanto \u00e8 vero!) di attirare \u201ci matti\u201d (p. 44). Un neo che non si pu\u00f2 trascurare, invece, \u00e8 nella scelta del titolo per l\u2019edizione italiana: perch\u00e9 mai i titoli vengono cos\u00ec vistosamente, e cos\u00ec frequentemente, alterati? <em>La cote 400<\/em> andava semplicemente mantenuto (<em>La segnatura 400<\/em>), non solo perch\u00e9 richiama il linguaggio tecnico del mestiere o perch\u00e9 allude alle \u201crisorse\u201d di ordine e di sistematicit\u00e0 che la Cultura pu\u00f2 offrire alla povert\u00e0 intellettuale dell\u2019uomo contemporaneo; quella segnatura \u00e8 molto importante nell\u2019economia del racconto, \u00e8 quella rimasta <em>vuota<\/em>, cos\u00ec come \u00e8 vuota una parte dell\u2019esistenza della querula bibliotecaria, che in quello spazio sperimenta l\u2019aggressione della realt\u00e0 sulla sua personale ed incompresa sensibilit\u00e0 e, pi\u00f9 in generale, sulla logica intrinseca del <em>sapere<\/em>.<\/p>\n<p>Il titolo <em>corretto<\/em>, del resto, sarebbe stato pi\u00f9 adeguato alla tensione umoristica del pezzo. C\u2019\u00e8 un sottile divertimento, infatti, in questo libro, una specie di ironia, che attraversa anche le lamentazioni e i sogni pi\u00f9 malinconici della bibliotecaria, e che risveglia un pizzico di comprensione e di complicit\u00e0. E c\u2019\u00e8 \u2013 cosa che non si pu\u00f2 non notare \u2013 un chiarissimo <em>spirito francese<\/em>, che nell\u2019elogio, pieno di orgoglio, del luogo pubblico come occasione di edificazione e di fortificazione di virt\u00f9, anche private, conferisce al lungo discorso il tono di una satira complessivamente dolce, meno aspra e meno tagliente di quelle, sia pur bellissime, scritte dal nostro (bravissimo) Vitaliano Trevisan (v., ad esempio, <em>Il ponte<\/em>). Mi viene in mente, cos\u00ec, all\u2019improvviso, un\u2019osservazione: per essere realmente europei, noi italiani dobbiamo rinunciare un po\u2019 di pi\u00f9 alla disperazione e all\u2019invettiva, e rivestire pi\u00f9 spesso della sana fiducia e dell\u2019altrettanto sano ottimismo che le Biblioteche e la Cultura possono assicurarci con poca fatica e a pochi passi da casa. La vera e costruttiva indignazione parte da l\u00ec.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=1HuJISs3OJg\">Un&#8217;intervista all&#8217;Autrice (in francese)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gi\u00e0 prima di leggere questo grazioso monologo pensavo che lavorare in una biblioteca non sia affatto un lavoro comune e che in tutti coloro che lo prendono sul serio non si tratti soltanto di svolgere determinate operazioni seriali (riordinare, catalogare, collocare, spostare etc.) ma anche di entrare in contatto con un potentissimo microscopio, il cui <a href='http:\/\/fulviocortese.it\/?p=700'>[&#8230;]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"image","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[206,63,127,38],"class_list":["post-700","post","type-post","status-publish","format-image","hentry","category-biblio","tag-biblioteca","tag-democrazia","tag-letteratura","tag-romanzo","post_format-post-format-image","category-1-id","post-seq-1","post-parity-odd","full-content"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/700","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=700"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/700\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":702,"href":"http:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/700\/revisions\/702"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=700"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=700"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/fulviocortese.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=700"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}