{"id":6650,"date":"2018-01-08T22:26:10","date_gmt":"2018-01-08T21:26:10","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=6650"},"modified":"2018-01-08T22:26:10","modified_gmt":"2018-01-08T21:26:10","slug":"dal-17-al-18-in-tre-mosse-tre-letture-imperdibili","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=6650","title":{"rendered":"Dal \u201817 al \u201818 in tre mosse&#8230; tre letture imperdibili!"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.edizionieo.it\/book\/9788866328926\/l-alcol-e-la-nostalgia\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft \" src=\"https:\/\/www.edizionieo.it\/spool\/cover_9788866328926_2204_480.jpg\" width=\"160\" height=\"240\" \/><\/a>La prima lettura (M. Enard, <em>L\u2019alcol e la nostalgia<\/em>) \u00e8 il racconto di un viaggio: \u00e8 quello dell\u2019io narrante, che percorre la Transiberiana da Mosca a Novosibirsk, verso la casa natale di Vlado, l\u2019amico russo, ora improvvisamente defunto, con cui ha condiviso una stagione di eccessi e l\u2019amore per la stessa donna. L\u2019occasione \u00e8 buona per rievocare l\u2019agrodolce deriva del triangolo, ma anche per tuffarsi in un rapsodico e suggestivo girovagare nell\u2019anima russa di ieri e di oggi: da Ivan il Terribile ai deportati dei Gulag, dalla Rivoluzione d\u2019Ottobre ai contrasti stranianti della Mosca occidentalizzata, dagli umori inquieti di Dostoevskij alle storie eroiche dei cavalieri selvaggi di Joseph Kessel&#8230; L\u2019atmosfera \u00e8 quella di una eterna decadenza, che si compiace della sua ineluttabile grandezza, e pure il protagonista sembra abbracciare un destino di finale nullificazione, anche se l\u2019amore e la sua nostalgia forse avranno la meglio. Il libro \u00e8 adatto per un pomeriggio invernale, per lasciarsi andare alla prosa di un intellettuale colto e ipersensibile, di un rabdomante di tormenti e ibridazioni emotive. Si rischia di scoprire che anche le paturnie, specie quelle di fine anno, possono stare in buona compagnia e generare momenti e riflessioni quasi consolanti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/complotto-dell-arte-libro-generic-contributors\/e\/9788867230013\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft \" src=\"https:\/\/img.ibs.it\/images\/9788867230013_0_0_927_75.jpg\" width=\"180\" height=\"334\" \/><\/a>La seconda lettura (J. Baudrillard, <em>Il complotto dell\u2019arte<\/em>) \u00e8 un regalo azzeccato, una raccolta di saggi brevi e ficcanti di uno dei pi\u00f9 originali e pensosi interpreti del nostro tempo, qui impegnato in una disamina critica dell\u2019arte contemporanea e dei processi trans-estetici di cui essa \u00e8 formidabile strumento. Il cuore del volume \u00e8 l\u2019intervento, tanto sintetico quanto denso, che gli d\u00e0 anche il titolo, e che riproduce un <a href=\"http:\/\/www.liberation.fr\/tribune\/1996\/05\/20\/le-complot-de-l-art_170156\">articolo<\/a> pubblicato nel 1996 sul quotidiano <em>Lib\u00e9ration<\/em>, fonte di una <a href=\"http:\/\/nuke.aminamundi.it\/aminAMundifilosofialetteratura\/JeanBoudrillardintervista\/tabid\/281\/Default.aspx\">discussione<\/a> che tra gli addetti ai lavori si \u00e8 protratta per molto tempo. La tesi \u00e8 che l\u2019arte contemporanea ha perso &#8220;il desiderio dell\u2019illusione, a vantaggio di una elevazione di ogni cosa alla banalit\u00e0 estetica&#8221;, e che, ci\u00f2 facendo, abusa continuativamente dell\u2019impossibilit\u00e0 di un &#8220;giudizio estetico fondato&#8221;, in una strategia ammiccante e sostanzialmente commerciale. La contestazione \u00e8 dura. Baudrillard, per\u00f2, non assume la veste del castigatore. La sua \u00e8 una prospettiva antropologica, volta a descrivere una rivoluzione generale, che non \u00e8 certo cos\u00ec recente e che \u00e8 stata anche capace di anticipare se stessa e di sublimarsi in opere particolarmente sintomatiche, come sono &#8211; per Baudrillard &#8211; quelle di Warhol. L\u2019interrogativo ancora aperto \u00e8 solo uno: sapr\u00e0 il pubblico accorgersi di tutto questo? Fino a che punto rimarr\u00e0 complice, esso stesso, di questa grande mistificazione? Il 2017 \u00e8 stato l\u2019anno della lussureggiante ed estrema <a href=\"http:\/\/www.doppiozero.com\/materiali\/damien-hirst-fantasmagorie-della-finzione\">esposizione di Hirst<\/a> nella Venezia di Palazzo Grassi e Punta della Dogana: anche chi c\u2019\u00e8 stato si sar\u00e0 sicuramente posto, come Baudrillard, tante domande&#8230;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/sellerio.it\/it\/catalogo\/Spionaggio-Politico-Grecia-Classica\/Starr\/1042\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium\" src=\"https:\/\/sellerio.it\/upload\/assets\/files\/841,it,1042\/297-3.jpg\" width=\"210\" height=\"313\" \/><\/a>La terza lettura (C.G. Starr, <em>Lo spionaggio politico nella Grecia classica<\/em>) appartiene al genere dei ritrovamenti causali, tanto estemporanei quanto felici. \u00c8 un lavoro che risale agli anni Settanta e che Sellerio ha pubblicato in Italia accompagnato da una prefazione di Luciano Canfora e da una lunga introduzione del curatore, Corrado Petrocelli. L\u2019Autore, uno storico nordamericano, avverte da subito che in tema di utilizzo strategico di informazioni, pubbliche o segrete, le fonti antiche sono scarse, e che in un\u2019indagine di questo genere il rischio dell\u2019anacronismo \u00e8 sempre molto alto. Poi, per\u00f2, spulciando in Omero, nelle Vite di Plutarco, nelle tragedie, in Tucidide e Demostene e in altre opere meno conosciute, Starr dimostra che anche nelle poleis greche si assumevano decisioni importanti sulla base di ci\u00f2 che si conosceva del nemico, avendo cura di raccogliere notizie nei modi pi\u00f9 disparati (grazie alle relazioni commerciali, alla circolazione delle compagnie artistiche, ai rapporti familiari tra le aristocrazie cittadine, alle delazioni degli esiliati\u2026). La cosa che \u00e8 pi\u00f9 sorprendente \u00e8 che nell\u2019antica Grecia era nota anche l\u2019attivit\u00e0 della dissimulazione e dello sviamento, magari mediante la spedizione di messaggi, o di messaggeri, artatamente ambigui, nella speranza di ingannare le potenze concorrenti; e che, comunque, spesso e volentieri, anche a fronte di notizie genuine, i governi \u2013 e le assemblee in cui se ne discutevano e condividevano le intenzioni \u2013 le hanno interpretate e usate male. C\u2019\u00e8, infine, un\u2019osservazione, che Starr formula in un paio di occasioni, e che sembra molto calzante per sfatare alcuni luoghi comuni: nell\u2019antica Grecia le informazioni trattate segretamente si rivelavano molto meno efficaci e utili di quelle raccolte pubblicamente. E non \u00e8 che, in questo secondo caso, non si possa parlare di attivit\u00e0 di <em>intelligence<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima lettura (M. 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