{"id":5851,"date":"2016-06-09T21:47:23","date_gmt":"2016-06-09T20:47:23","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=5851"},"modified":"2023-06-06T21:28:43","modified_gmt":"2023-06-06T20:28:43","slug":"quando-studiavamo-in-america-beppi-chiuppani","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=5851","title":{"rendered":"Quando studiavamo in America (Beppi Chiuppani)"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium\" src=\"https:\/\/www.libraccio.it\/images\/9788887847536_0_500_0_75.jpg\" width=\"500\" height=\"756\" \/>Marco ha studiato Lettere a Padova e poi, sfiduciato dalle prospettive che avrebbe potuto coltivare nell&#8217;accademia italiana, ha scelto di conseguire un PhD a Chicago. La sua storia viene ricostruita e raccontata da un amico, un altro italiano che si trovava negli Stati Uniti nello stesso periodo e per la stessa ragione, e che ora lavora a Milano. In principio Marco \u00e8 rapito dal modello universitario americano, cos\u00ec lontano dal declino intellettuale e morale del suo Paese, e cos\u00ec capace di dare il meglio a chi voglia formarsi e perfezionarsi nello studio e nella ricerca. Anzi, a Marco pare addirittura che, oggi, tutte le sorti dell&#8217;umanesimo non possano che essere giocate in quel sistema, a suo giudizio l&#8217;unico contesto idoneo a riprodurre, nell&#8217;organizzazione degli spazi fisici del sapere come nella definizione e nell&#8217;applicazione delle regole della comunit\u00e0 scientifica, quell&#8217;ideale di seriet\u00e0, rigore e approfondimento che pu\u00f2 assicurare anche alla societ\u00e0 civile la conquista di una vera libert\u00e0. Tutto milita, dunque, affinch\u00e9 la corsa di Marco verso il dottorato sia coronata dal successo, in un itinerario di crescita che presto lo vede affiancato alla bella e brava Sajani, una brillante collega americana di origine asiatica. Ci sono, per\u00f2, nel cuore di Marco, dei problemi irrisolti, che risvegliano il suo senso critico e lo portano a mettere in dubbio l&#8217;adeguatezza, se non la validit\u00e0 stessa, della carriera universitaria d&#8217;Oltreoceano. Durante una visita ad un museo, al cospetto di alcuni capolavori del Rinascimento, Marco, all\u2019improvviso, quasi fosse colpito da una sindrome di Stendhal, comincia a maturare una serie di riflessioni che lo conducono a lasciare Sajani e a distaccarsi, passo dopo passo, dall&#8217;orizzonte umano e formativo che aveva ritenuto irrinunciabile. La sua vita, infatti, \u00e8 destinata a compiersi altrove, tra i colli della Pedemontana veneta, sulle tracce del sorriso della mai dimenticata Chiara e sulla strada di un fare letteratura pi\u00f9 autentico e anticonformista, perch\u00e9 immerso nella realt\u00e0 della terra d&#8217;origine.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il secondo romanzo di <a href=\"http:\/\/www.beppichiuppani.it\">Beppi Chiuppani<\/a>, dopo <a href=\"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=5000\"><em>Medio Occidente<\/em><\/a>, che a sua volta potrebbe essere considerato come l&#8217;opera che Marco &#8211; <em>alter ego<\/em> dell&#8217;Autore &#8211; concepir\u00e0 dopo aver imboccato la nuova strada letteraria intravista al termine della sua esperienza americana. La prima cosa interessante del libro sta tutta qui: si autodefinisce, sin dalla copertina, come romanzo-saggio, ma \u00e8 una dichiarazione di poetica, ed \u00e8 anche un altro bell&#8217;esempio del periodare riflessivo e dell&#8217;andatura meditativa \u2013 e avvolgente \u2013 di uno scrittore che si conferma come particolarmente originale anche dal punto di vista stilistico, e che qui vediamo nel suo primo scoprirsi, nella messa a nudo, cio\u00e8, della sua vocazione e nelle premesse quasi biografiche, se non intime, dei suoi convincimenti. La seconda cosa rilevante, poi, \u00e8 naturalmente correlata al merito delle osservazioni che il protagonista matura sull&#8217;<em>American Way<\/em> agli studi umanistici (e alle <em>Human Sciences<\/em> in genere). Per Marco, la sperimentazione diretta della tipica <em>rat race<\/em> di ogni <em>postgraduate<\/em> d&#8217;eccellenza \u00e8 come un&#8217;immersione in un lago sconfinato, che da potenziale fonte per un nuovo e salvifico battesimo si pu\u00f2 trasformare gradualmente in una sorta di efficiente, ma limitante, campo di addestramento. In questa prospettiva, non c&#8217;\u00e8 dubbio che <em>Quando studiavamo in America<\/em> \u00e8 il precipitato di una serie concatenata di intuizioni reali (Chiuppani sa personalmente di che cosa scrive&#8230;) e del tutto comprensibili (quanto meno alla cerchia di molti giovani studiosi, non solo italiani). In poche parole, e usando la terminologia di Marco, l&#8217;<em>informale<\/em> (e perci\u00f2 potentissima) <em>formalit\u00e0<\/em> della meritocrazia accademica d&#8217;Oltreoceano mette in grave pericolo la grande civilt\u00e0 europea della conversazione colta: velocit\u00e0, disinvoltura e standardizzazione si oppongono all&#8217;<em>otium<\/em>, all&#8217;introspezione e alla continua rimeditazione delle fonti. Questa, in effetti, \u00e8 una delle impressioni che buona parte degli addetti ai lavori, soprattutto in Italia, condivide da tempo; con il rischio, per\u00f2, di coprire in tal modo gli innegabili vizi del sistema nazionale. Ecco: Chiuppani prova a pensare che la difesa del <em>vecchio mondo<\/em> possa anche significare qualcosa di diverso dallo sposare gli alibi di chi ha contribuito, e contribuisce tuttora, a condannare all&#8217;immobilismo le sedi pi\u00f9 antiche del sapere occidentale. La soluzione, per il Nostro, sta nel riconoscere nuovamente quale debba essere l\u2019orizzonte irrinunciabile di un intellettuale: cogliere e affrontare il presente e le sue contaminazioni complesse con coraggio e creativit\u00e0, senza per questo rinunciare ad un <em>canone<\/em> e ad una<em> tradizione<\/em>: come riuscire? La risposta \u00e8 affascinante: provare a vivere, e a crescere, <em>con\u00a0il proprio paesaggio<\/em>, semplicemente, rinnovandone la storia proprio <em>dall\u2019interno<\/em>; perch\u00e9 fare letteratura, come fare scienza, non \u00e8 un esercizio fine a se stesso, n\u00e9 pu\u00f2 dirsi in funzione di finalit\u00e0 troppo <em>contingenti<\/em> o troppo <em>personali<\/em>. Scrivere e pensare sono cose<em>\u00a0sempre radicali<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/KSYIdAakJ_4\">L&#8217;Autore presenta il suo libro<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marco ha studiato Lettere a Padova e poi, sfiduciato dalle prospettive che avrebbe potuto coltivare nell&#8217;accademia italiana, ha scelto di conseguire un PhD a Chicago. 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