{"id":555,"date":"2012-05-13T09:20:13","date_gmt":"2012-05-13T08:20:13","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=555"},"modified":"2012-05-13T09:20:13","modified_gmt":"2012-05-13T08:20:13","slug":"il-maestro-di-scacchi-massimo-salvatorelli","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=555","title":{"rendered":"Il maestro di scacchi (Massimo Salvatorelli)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.edizpiemme.it\/libri\/il-maestro-di-scacchi\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"salvatorelli\" src=\"http:\/\/api.edizpiemme.it\/storage\/first\/uploadfile\/pmbook\/171956\/1\/1\/cover\/1921_c06cfb70d852680383f14eb772b1fb55.jpg\" alt=\"\" width=\"137\" height=\"220\" \/><\/a>Ci sono momenti nei quali il migliore antidoto per la stanchezza \u2013 fisica, psichica, intellettuale&#8230; \u2013 \u00e8 un buon libro giallo o un buon thriller. Il problema, per\u00f2, \u00e8 sempre lo stesso: quello della <em>scelta<\/em>. Quale giallo? Quale thriller? Perch\u00e9 i lettori, tutti, lo sanno benissimo: la scelta sbagliata non \u201cvince\u201d la stanchezza, rischia soltanto di portarla a livelli insopportabili; anzi, alla stanchezza si pu\u00f2 soltanto aggiungere una delusione cocente, mista a depressione galoppante. Ad ogni modo, il pi\u00f9 delle volte bisogna sapersi accontentare, cogliendo le energie positive che anche un\u2019opera complessivamente modesta pu\u00f2 nascondere tra le sue pagine. Questo \u00e8 il caso, in effetti, de <em>Il maestro di scacchi<\/em>, nuova avventura del giovane e svagato Max Perri, avvocato per destino familiare pi\u00f9 che per passione.<\/p>\n<p>Ad essere onesti, i fattori di potenziale e immediato \u201cdisincanto\u201d sono svariati e dovuti ad elementi narrativi che replicano espedienti un po\u2019 scontati: \u00e8 da poco passato il 150\u00b0 anniversario dell\u2019Unit\u00e0, e molti dei misteri che aggrovigliano l\u2019intreccio poggiano le loro radici, guarda caso, proprio in pieno Risorgimento; passato e presente si articolano in rapide, ma numerose, sequenze, e la struttura del romanzo ne riesce un po\u2019 troppo frammentata, al punto che spesso si rischia la confusione; la definizione dei caratteri di quasi tutti i personaggi \u00e8 molto marcata, e in alcuni casi sembra di trovarsi di fronte a caricature stereotipate di modelli gi\u00e0 sperimentati, come quello della giovanissima Chiara, un po\u2019 dark, un po\u2019 asociale, un po\u2019 brillante e, naturalmente, un talento scacchistico e, al contempo, una ragazza \u201ccarina\u201d e intelligente. Ma anche il prof. Terrani e tutta la \u201cstirpe\u201d della nobilissima e papalina famiglia Oderisi sembrano emergere da un cocktail gi\u00e0 bevuto, un po\u2019 Augias (<em>I segreti di Roma<\/em>) e un po\u2019 P\u00e9rez-Reverte (<em>Il club Dumas<\/em>). Alla fine, poi, ma non proprio \u201calla fine\u201d (purtroppo&#8230;), lo snodo dell\u2019intrigo si intuisce facilmente e l\u2019illusione di imminenti e tonificanti colpi di scena ne risulta smontata altrettanto semplicemente.<\/p>\n<p>Tuttavia, ci sono ingredienti che compensano abbondantemente queste carenze e che rendono ancora una volta godibile il <em>frame<\/em> in cui si muove la penna dell\u2019avv. Salvatorelli: che enfatizza con il giusto colore alcuni aspetti, comuni ma reali, dell\u2019attivit\u00e0 forense e del relativo ambiente; che crea, nella figura di Max, un \u201ccollega\u201d che non si prende troppo sul serio, riesce istintivamente simpatico e interagisce alla perfezione con la sua squadra, Rita, Giulia-pancia (!) e HAL (<em>alias<\/em> Roberto: ecco, forse troppo zelante per essere un praticante di uno studio legale&#8230;); che ci racconta, sotto sotto, delle sue genuine passioni (per la musica, per il collezionismo, per una certa epoca storica, per un certo qual modo di guardare alla professione e alla vita quotidiana); che semina abilmente indizi per incuriosire il lettore affezionato a ritrovare gli stessi interpreti sulla possibile scena di un\u2019eventuale prossima indagine.<\/p>\n<p><em>Caina attende<\/em> e <em>Il collezionista ostinato<\/em> erano forse migliori; ma non possiamo pretendere che Max Perri sia sempre sulla cresta dell\u2019onda. Diciamo che, per ora, gli diamo appuntamento in qualche mercatino di Porta Portese e lo lasciamo gustarsi, di nascosto, un qualche quadretto di ottima cioccolata fondente. Un tipo come lui merita complicit\u00e0 e indulgenza.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimosalvatorelli.it\/\">Il sito dell\u2019Autore<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono momenti nei quali il migliore antidoto per la stanchezza \u2013 fisica, psichica, intellettuale&#8230; \u2013 \u00e8 un buon libro giallo o un buon thriller. Il problema, per\u00f2, \u00e8 sempre lo stesso: quello della scelta. Quale giallo? Quale thriller? 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