{"id":543,"date":"2012-04-29T21:33:35","date_gmt":"2012-04-29T20:33:35","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=543"},"modified":"2012-04-29T21:37:47","modified_gmt":"2012-04-29T20:37:47","slug":"cartoline-dai-morti-franco-arminio","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=543","title":{"rendered":"Cartoline dai morti (Franco Arminio)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.edizioninottetempo.it\/catalogo\/cartoline-dai-morti-2\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"arminio\" src=\"http:\/\/www.edizioninottetempo.it\/wp-content\/uploads\/cover_arminio_cartoline_web.jpg\" alt=\"\" width=\"145\" height=\"205\" \/><\/a>L\u2019inizio de <em>La stella della redenzione<\/em>, di Franz Rosenzweig, mi \u00e8 sempre rimasto particolarmente impresso: \u201cDalla morte, dal timore della morte prende inizio e si eleva ogni conoscenza circa il Tutto\u201d. Nel contesto di una potentissima, quanto oscura, proposta filosofica, questa affermazione rischia di risultarci soltanto astratta, troppo assoluta, inafferrabile. D\u2019altra parte, in quell\u2019<em>incipit<\/em>, non c\u2019\u00e8 traccia delle circostanze in cui quel libro \u00e8 stato concepito: Rosenzweig lo ha compilato, pezzo per pezzo, sul retro di cartoline che spediva alla madre, mentre si trovava in trincea durante il primo conflitto mondiale. Era immerso, quindi, in una condizione nella quale <em>quel<\/em> pensiero non poteva abbandonarlo; sapendo tutto questo, cominciamo a capirlo un po\u2019 meglio.<\/p>\n<p>Anche Franco Arminio spedisce cartoline; o, meglio, le lascia spedire, con l\u2019immaginazione, da persone senza nome, che sono gi\u00e0 morte, e che ci consegnano, cos\u00ec, qualche frase sul loro decesso, su quello che sono stati costretti ad abbandonare, sul modo con cui le persone hanno reagito o, semplicemente, su come sono andate le cose. Ed anche Franco Arminio, nella <em>Nota<\/em> che segue alle sue 128 cartoline, rivela che \u201cpuoi scrivere intorno a questa cosa che forse regge tutto, intorno a questo niente che sorregge e corrode ogni cosa\u201d soltanto \u201cin quell\u2019umore che ti viene dalla morte appena trascorsa\u201d. Nel suo caso, il pensiero della morte viene in coincidenza con alcuni attacchi di panico. Per molti, quello stesso pensiero emerge allorch\u00e9 muore una persona cara.<\/p>\n<p>Per un po\u2019, dopo l\u2019acquisto, ho considerato questo piccolo libro come qualcosa di intoccabile: avevo paura del suo contenuto, o forse dell\u2019idea che ci si pu\u00f2 fare, di solito, di un testo che rimanda chiaramente ad un qualcosa di cui mai si vorrebbe parlare. Invece la lettura di <em>Cartoline dai morti<\/em> si \u00e8 rivelata un\u2019esperienza tutt\u2019altro che univoca o convenzionale. Perch\u00e9 il <em>paesologo<\/em> &#8211; e poeta &#8211; Franco Arminio, da par suo, non si \u00e8 spinto a proporre interpretazioni universali, n\u00e9 ha voluto stimolare sentimenti di contrizione o di riflessione profonda. Si \u00e8 soltanto proposto di <em>fotografare<\/em> esperienze possibili, spesso tragiche e strazianti, ma talvolta anche comiche e apparentemente surreali. Sicch\u00e9 si viene travolti da cartoline che sanno, allo stesso tempo, di casuale e di inevitabile, di imponderabile e di atteso, di realistico e di onirico, di sperato e di ignoto.<\/p>\n<p>In questo la morte si scopre simile alla vita, come se ne fosse un vero completamento, cos\u00ec eccezionale in alcuni casi, cos\u00ec comune in altri, irripetibile e singolare sempre. Pur nella consapevolezza, quindi, che al segreto della morte ci si pu\u00f2 avvicinare soltanto da vicino, Arminio ci consegna la chiave di uno scrigno che, una volta aperto, non pu\u00f2 che essere pieno, paradossalmente, di episodi normali e di sensazioni ordinarie. Probabilmente \u00e8 proprio vero: l\u2019unico modo per esorcizzare la paura \u00e8 riconoscere l\u2019estrema naturalezza del suo oggetto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Cinque cartoline scelte:<\/em><\/p>\n<p>Stavo togliendo di mezzo le maglie dell\u2019inverno. Mi ero stancato di piegarle una a una e di trovare un posto dove nasconderle. Nella mia casa c\u2019erano troppe cose. Troppe maglie, troppe scarpe, troppi cappotti, troppe sciarpe. Sono caduto a terra stringendomi a un maglione. Era un maglione verde, uno che non mi ero messo mai.<\/p>\n<p>Io passeggiavo, mangiavo poco, cercavo di non arrabbiarmi con nessuno. Non \u00e8 servito a niente.<\/p>\n<p>Tutto per colpa di una vacca che di notte stava in mezzo all\u2019autostrada.<\/p>\n<p>Nessuno mi aveva spiegato niente. Ho dovuto fare tutto da solo: rimanere fermo e muto, raffreddarmi, iniziare a decompormi.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 neanche il niente, almeno cos\u00ec mi pare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=q5Qm5-8t5kU\">Al cimitero con l\u2019Autore<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.francoarminio.it\/\">Il blog del <em>paesologo<\/em> Franco Arminio<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019inizio de La stella della redenzione, di Franz Rosenzweig, mi \u00e8 sempre rimasto particolarmente impresso: \u201cDalla morte, dal timore della morte prende inizio e si eleva ogni conoscenza circa il Tutto\u201d. Nel contesto di una potentissima, quanto oscura, proposta filosofica, questa affermazione rischia di risultarci soltanto astratta, troppo assoluta, inafferrabile. 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