{"id":5397,"date":"2015-12-07T11:51:36","date_gmt":"2015-12-07T10:51:36","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=5397"},"modified":"2016-01-03T21:56:50","modified_gmt":"2016-01-03T20:56:50","slug":"come-le-mosche-dautunno-irene-nemirovsky","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=5397","title":{"rendered":"Come le mosche d&#8217;autunno (Ir\u00e8ne N\u00e9mirovsky)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.adelphi.it\/libro\/9788845922077\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/media.adelphi.it\/spool\/fcee3b9c73d43994e3b7b7ab785d0b83_w600_h_mw_mh_cs_cx_cy.jpg\" alt=\"\" width=\"216\" height=\"366\" \/><\/a>Tat&#8217;jana \u00e8 l&#8217;anziana balia dei Karin, nobili proprietari della sterminata ed eterna provincia zarista. L&#8217;azione comincia in pieno inverno, come in un film, con la partenza per il fronte dei due rampolli di famiglia: Jurij e Kirill. La vecchia balia li vede allontanarsi nella neve, al termine di una lunga festa notturna di commiato. \u00c8 la prima guerra mondiale a portarli lontano, come era accaduto, in altri conflitti, per i loro antenati. Ma quello che sta accadendo \u00e8 solo il presagio di eventi molto pi\u00f9 grandi, travolgenti. Sia Nikolaj sia Elena, i due genitori, ne sembrano implicitamente ma intimamente convinti. Arriva la Rivoluzione, infatti, e la famiglia, costretta alla fuga verso Odessa, perde ogni cosa. Tat&#8217;jana &#8211; che \u00e8 rimasta custode fedele della dimora avita e che assiste alla fredda esecuzione di Jurij, tornato miracolosamente dal fronte &#8211; decide di partire, nonostante l&#8217;et\u00e0, e di correre in aiuto dei suoi amati padroni, portando con s\u00e9 una preziosa collana. I Karin, cos\u00ec, riescono a partire per la Francia e a raggiungere Parigi, dove cominciano il loro esilio. La balia li segue e li accudisce, ancora, come sempre. Tuttavia si accorge che, in quell&#8217;Occidente tanto diverso, i suoi signori si muovono intontiti e disorientati, &#8220;come le mosche d&#8217;autunno, allorch\u00e9, passati il caldo e la luce dell&#8217;estate, svolazzano a fatica, esauste e irritate, sbattendo contro i vetri e trascinando le ali senza vita&#8221;. Tutto \u00e8 cambiato, dunque, anche per il destino di Kirill, del fratellino Andrej e della sorella Loulou, la giovane e bella principessina di questo glorioso ma decaduto casato. Tat&#8217;jana \u00e8 l&#8217;unica che sa perch\u00e9 tutto \u00e8 perduto, e perch\u00e9 lo \u00e8 anche per lei: le radici sono rimaste nel gelo della madrepatria e non le rimane che cercarle, fino all&#8217;ultimo respiro, in una neve che, a Parigi, sia pur a dicembre, ancora tarda a venire.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Ir\u00e8ne_N\u00e9mirovsky\">Ir\u00e8ne N\u00e9mirovsky<\/a> ha sempre scritto in francese. Le sue storie, per\u00f2, sono memorabili come lo sono tutti i classici russi. E anche questo racconto lo \u00e8. Per la forza evocativa di alcune immagini: la camera della balia, l&#8217;atmosfera della notte silenziosa e imbiancata, gli ultimi drammatici momenti della vita di Jurij&#8230; Soprattutto, lo \u00e8 per l&#8217;esemplarit\u00e0 assoluta della figura di Tat&#8217;jana, che \u00e8 l&#8217;anima della tradizione, il corpo e il pensiero di qualcosa che \u00e8 crollato per sempre, dissolvendosi nelle vene di un&#8217;Europa<em> straniera<\/em>, rimasta tale, in fondo, anche per l&#8217;Autrice. Della quale, in questo libro, c&#8217;\u00e8 davvero molto. Non si tratta solo della fuga in nave dalla Russia divenuta sovietica o del difficile ambientamento nei quartieri borghesi di Parigi. Anche questa volta la N\u00e9mirovsky ci offre una scheggia della sua autobiografia pi\u00f9 intima, mescolata a quella, tragica e quasi infinita, di un mondo remoto e antico, divenuto improvvisamente inafferrabile, come se fosse condannato alla frammentazione e all\u2019oblio, ma anche alla ricerca, ostinata, di una vita nuova, qualunque essa sia purch\u00e9 sia ancora <em>vita<\/em>. \u00c8 una condizione ambigua, naturalmente: pu\u00f2 essere di resa e nostalgia (come \u00e8 per Elena), di fiducia e accettazione quasi fatua verso il presente (come \u00e8 per Kirill e Loulou) o di tenace, ma vinta, speranza verso i segni e i luoghi della propria giovinezza e della propria cultura (come \u00e8 per la vecchia balia). <em>Come le mosche d\u2019autunno<\/em> riesce a rendere, a incarnare, questi sentimenti con rara efficacia. Ma quello che stupisce \u00e8 la consapevolezza, altrettanto incombente, che il tempo e i suoi eventi sono sempre inarrestabili e che agli uomini non rimane che accettare di affrontare, ciascuno a suo modo, la battaglia per la sopravvivenza.<\/p>\n<p>Recensioni (di <a href=\"http:\/\/www.lankelot.eu\/letteratura\/nemirovsky-irene-come-le-mosche-d-autunno.html\">Marina Monego<\/a>; di <a href=\"http:\/\/www.leggeremania.it\/2014\/01\/12\/come-le-mosche-dautunno-irene-nemirovsky\/\">Domizia Moramarco<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tat&#8217;jana \u00e8 l&#8217;anziana balia dei Karin, nobili proprietari della sterminata ed eterna provincia zarista. L&#8217;azione comincia in pieno inverno, come in un film, con la partenza per il fronte dei due rampolli di famiglia: Jurij e Kirill. 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