{"id":511,"date":"2012-03-30T21:50:45","date_gmt":"2012-03-30T20:50:45","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=511"},"modified":"2012-03-30T21:50:45","modified_gmt":"2012-03-30T20:50:45","slug":"i-niul-franco-loi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=511","title":{"rendered":"I ni\u00fcl (Franco Loi)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.interlinea.com\/schedenovita\/Loi,Iniul.htm\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"loi\" src=\"http:\/\/www.interlinea.com\/schedenovita\/immaginischede\/Loi,%20I%20niul%20180.jpg\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"233\" \/><\/a>Un grande poeta regala ai lettori un\u2019ulteriore prova della sua consueta bravura. \u00c8 un apprezzamento che suona quasi volgarmente, come uno <em>slogan<\/em> da fascetta promozionale. Ma gli affezionati di Loi sanno, in verit\u00e0, di che cosa si tratta: assaporare <em>I ni\u00fcl<\/em> (Le nuvole) \u00e8 come fermarsi ad assaggiare il \u201cmeglio\u201d di ci\u00f2 che oggi \u00e8 disponibile sul piatto, talvolta troppo \u201cricercato\u201d, del panorama letterario.<\/p>\n<p>Come accade con i <em>maggiori<\/em> di questo genere \u2013 <em>i noti classici<\/em>: Marin, Pola, Pasolini, Zanzotto; <em>l\u2019irregolare geniale<\/em>: Tavan; <em>la recente e giovane scoperta<\/em>: Cappello \u2013 l\u2019uso del dialetto non corrisponde soltanto alla scelta del mezzo espressivo. Il dialetto segna i confini di un\u2019intera esperienza sensoriale; ne connota lo statuto e ne lega le fondamenta ad una sorta di linguaggio prediletto e circostanziato, dei luoghi e delle cose, di una realt\u00e0 che \u00e8 fatta di proprie leggi prima che della specifica interiorit\u00e0 dell\u2019osservatore; guida ed orienta i sentimenti con suoni e colori sempre e naturalmente proporzionati ed adeguati, come in ragione di un equilibrio necessario; acuisce quindi l\u2019intensit\u00e0 della concentrazione, nell\u2019autore e nel lettore, alla ricerca \u2013 in Loi cos\u00ec forte \u2013 di una lingua della <em>persistenza<\/em>, di una poesia che nasce, con la sua voce, da tutto quello che ci circonda o che ci portiamo dentro.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 <em>i ni\u00fcl<\/em>? Piace immaginare che il titolo di questa raccolta non sia semplicemente preso da uno dei suoi pezzi pi\u00f9 riusciti (p. 34). Nuvole rosa, \u201c<em>con buff de sc\u00fcr<\/em>\u201d, passano su Milano e annunciano una \u201c<em>b\u00e8la sera<\/em>\u201d. Passano come promette di passare un\u2019insopprimibile malinconia, in un avvicinarsi di quiete e di silenzio, che non \u00e8 solo allegoria della morte, \u00e8, quasi paradossalmente, il ritratto di una promessa pacata, ma tagliente, di inevitabile speranza. Come il tocco di un divino che si impone, anche se ineffabile, al di l\u00e0 delle miserie quotidiane. Il messaggio emerge con prepotenza meneghina nello splendido <em>Monologo del povero cristo<\/em> (p. 42), che chiude il volume. Da solo, meriterebbe una continua rilettura, perch\u00e9 grida e rivendica il tempo dell\u2019attesa, il senso, semplice e unitario, di una rabbia umana e comprensibile cos\u00ec come di una giustizia restaurata e angelica.<\/p>\n<p>La voce di Loi, nella sua <em>religiosit\u00e0 immanente<\/em>, \u00e8 dolce e pacata, ma esprime anche sicurezza, vuole \u201cmettersi dalla parte di\u201d e capire, semplicemente. Non \u00e8, per\u00f2, una poesia che conosce la verit\u00e0; gli uomini non possono che attenderla, perch\u00e9 essa verr\u00e0. Neanche il poeta pu\u00f2 anticiparne il contenuto: anche la vita, a ben vedere, gli rimane del tutto lontana e incomprensibile. Anzi, egli \u00e8 pi\u00f9 cosciente di questa distanza, e quindi pi\u00f9 sofferente. Non resta che farsi specchio dello stato presente, cogliere <em>segnali premonitori<\/em>, sia pure in una citt\u00e0 o in paese che non si riconoscono pi\u00f9, o sul davanzale, o nei colori dell\u2019atmosfera, o negli allarmi delle case. E bisogna guardarsi, fino all\u2019ultimo, dal grande male della disperazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019\u00e8 no \u2018l dulur el mal, l\u2019\u00e8 no el m\u00e8 piang,<\/p>\n<p>e gnanca la pa\u00fcra o la desgrassia,<\/p>\n<p>v\u00e8ss p\u00f2er o fer\u00ec, and\u00e0 bel biott&#8230;<\/p>\n<p>el mal l\u2019\u00e8 v\u00e8ss perd\u00fc, v\u00e8ss sensa grassia,<\/p>\n<p>desp\u00e8rdess ne la n\u00e8bia del sav\u00e8,<\/p>\n<p>test\u00e0 nel sc\u00fcr el sc\u00fcr, v\u00e8ss ne la grassa<\/p>\n<p>e cul\u00e0 gi\u00f2 la merda dal dedr\u00e8&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un\u2019intervista a Franco Loi (<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=oOMy5ZugZRk\">prima<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=9nwmjos2PgQ\">seconda<\/a> parte)<\/p>\n<p>Un\u2019altra intervista a Franco Loi: <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=AkQCmhdcf24&amp;feature=related\"><em>Perch\u00e9 scrivo poesie<\/em><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/franco-loi\/\">Franco Loi nella <em>Treccani<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un grande poeta regala ai lettori un\u2019ulteriore prova della sua consueta bravura. \u00c8 un apprezzamento che suona quasi volgarmente, come uno slogan da fascetta promozionale. 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