{"id":504,"date":"2012-03-21T22:25:17","date_gmt":"2012-03-21T21:25:17","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=504"},"modified":"2012-03-21T22:25:17","modified_gmt":"2012-03-21T21:25:17","slug":"il-corridoio-di-legno-giorgio-manacorda","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=504","title":{"rendered":"Il corridoio di legno (Giorgio Manacorda)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.voland.it\/voland\/scheda.aspx?sid=92c7acd9dcc94a47b7b8a3e687c08c2a&amp;titolo=392\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"manacorda\" src=\"http:\/\/www.voland.it\/images\/product\/392_20120119102714.jpg\" alt=\"\" width=\"135\" height=\"190\" \/><\/a>Romanzo colto e raffinato, \u201ccostruito\u201d con tecnica e con sapienza compositiva di stampo mitteleuropeo. Giorgio Manacorda \u2013 stimato germanista e valente poeta \u2013 si cimenta con la narrativa e regala ad un pubblico esigente un\u2019opera prima di tutto rispetto.<\/p>\n<p>Il protagonista, Giorgio, \u00e8 un poliziotto che indaga su fatti drammatici e controversi di lotta armata e di scontri tra formazioni di estrema destra e formazioni di estrema sinistra. L\u2019Italia \u00e8 lo scenario naturale di questi conflitti, ma non si tratta del paese \u201cstorico\u201d, bens\u00ec di un\u2019Italia immaginaria, collocata in un tempo tutto artificiale, in cui, dopo le contestazioni studentesche della fine degli anni Sessanta e degli anni Settanta, una Giunta militare ha preso il potere. Inoltre, a fare da vero perno di tutta la vicenda, e cos\u00ec di tutta l\u2019indagine poliziesca, non sono tanto gli Anni di piombo, quanto un viaggio nella memoria e nell\u2019adolescenza: un viaggio che pu\u00f2 chiarire le ragioni oscure di quegli Anni e che Giorgio sente di dover compiere, a Berlino, per ricostruire l\u2019origine di alcuni fatti violenti e per <em>capire<\/em> Andrea, suo vecchio compagno di collegio in una scuola d\u2019\u00e9lite di quella grande citt\u00e0 tedesca.<\/p>\n<p>Andrea, precisamente, \u00e8 coinvolto in questi fatti, e cos\u00ec lo \u00e8 anche, se non soprattutto, Silvestro, suo fratello, che era stato nello stesso collegio e che, come Andrea e come Giorgio, ne aveva sperimentato la dura e inevitabile iniziazione, lungo il corridoio di legno (l\u2019<em>Holzgang<\/em>) che separava le camerate degli allievi pi\u00f9 giovani da quelle degli allievi pi\u00f9 grandi. La \u201ccellula\u201d di amici e \u201ccompagni\u201d, rivoluzionari <em>in nuce<\/em>, era nata l\u00ec, nell\u2019ambiguit\u00e0 promiscua delle tradizioni e dei riti degli studenti.<\/p>\n<p>Si attraversa, quindi, una successione di \u201ctempi\u201d diversi; per buona parte, Giorgio racconta le cose che scopre per mezzo della riproduzione di alcune lettere, scritte da Andrea ad un caro amico, un editore tedesco al quale era legato, e con il quale aveva lavorato, sempre a Berlino, dove era tornato per sfuggire alla spirale degli Anni di piombo. Andrea parla, in quelle lettere, del suo rientro in Italia, della sua ricerca di Silvestro, della ricostituzione che questi aveva fatto dell\u2019antica \u201ccellula\u201d, ma con finalit\u00e0 del tutto diverse, anzi, del tutto opposte a quelle originarie. E in queste rievocazioni spuntano una strana figura di donna, amori e frequentazioni altrettanto oscuri e simbolici, tradimenti e sequestri, delitti e sopraffazioni. Cos\u00ec come emerge, quasi per contrasto, anche la solidit\u00e0 di un\u2019esistenza tanto semplice e reale quanto apertamente tradita, che, fino alla fine, rappresenta, in una figura femminile, un\u2019interlocuzione sicura. Riuscir\u00e0 Giorgio a ritrovare Silvestro e a bloccarne la furia rivoluzionaria? Riuscir\u00e0 soprattutto, a scoprirne le ragioni? Quali sono i segreti che sono rimasti impigliati nel corridoio di legno e che costituiscono l\u2019unica e \u201cvuota\u201d giustificazione di tanta violenza?<\/p>\n<p>Le domande esigono di trovare una risposta solo per mezzo della lettura, che non \u00e8 sempre facile e che, in questa difficolt\u00e0, cerca talvolta una sorta di autocompiacimento, un effetto certamente studiato, per dare senso e densit\u00e0 alle allusioni filosofiche e psicanalitiche di cui si nutre tutto il romanzo. Ma una cosa si pu\u00f2 dire subito: nel racconto, per l\u2019appunto psicologico, e a volte anche un po\u2019 \u201cclaustrofobico\u201d, di Manacorda emerge un\u2019ipotesi ricostruttiva anche sugli Anni di piombo e sui \u201cvuoti\u201d che comunque si nascondevano dietro la declamata forza rivoluzionaria delle passioni e delle ideologie. Il problema della costruzione artificiale di una vita e di un\u2019identit\u00e0, a partire da uno scollamento esistenziale \u201cforte\u201d e \u201cprimitivo\u201d, ne rappresenta il nucleo centrale. \u00c8 un tema, questo, che sicuramente merita ancora operazioni di memoria e di riflessione, e che nel libro, misurandosi con l\u2019abisso, vuole palesarsi, come per assurdo, nella pi\u00f9 estrema delle sue possibili esasperazioni.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=XsgmR1i6o2s\">L\u2019Autore presenta il suo libro<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Romanzo colto e raffinato, \u201ccostruito\u201d con tecnica e con sapienza compositiva di stampo mitteleuropeo. Giorgio Manacorda \u2013 stimato germanista e valente poeta \u2013 si cimenta con la narrativa e regala ad un pubblico esigente un\u2019opera prima di tutto rispetto. 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