{"id":485,"date":"2012-03-09T21:47:50","date_gmt":"2012-03-09T20:47:50","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=485"},"modified":"2012-09-23T09:25:21","modified_gmt":"2012-09-23T08:25:21","slug":"punizione-suprema-una-riflessione-sulla-pena-di-morte-scott-turow","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=485","title":{"rendered":"Punizione suprema. Una riflessione sulla pena di morte (Scott Turow)"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"turow\" src=\"http:\/\/giotto.ibs.it\/cop\/copj170.asp?f=9788804537595\" alt=\"\" width=\"170\" height=\"240\" \/>Non \u00e8 il libro pi\u00f9 recente di Scott Turow: risale al 2003. E non appartiene al genere che lo ha reso famoso, come Autore, ad esempio, di <em>Presunto innocente<\/em> (1987), thriller capostipite di una lunga e fortunata serie, oltre che fonte d\u2019ispirazione per il noto ed omonimo film di Alan Pakula, con Harrison Ford nei panni del protagonista. Si tratta, questa volta, di un saggio \u201cd\u2019eccezione\u201d, che di certo si potrebbe definire, senza timore di essere smentiti, come un pezzo di <em>high class journalism<\/em>. Perch\u00e9 non \u00e8 affatto facile discutere della pena di morte in modo cos\u00ec chiaro, completo e sincero.<\/p>\n<p>Lo stimolo alla lettura \u00e8 stata la preparazione per assistere ad <a href=\"http:\/\/www.jus.unitn.it\/services\/arc\/2012\/0301i\/home.html\">un recente seminario<\/a>, organizzato presso la Facolt\u00e0 di Giurisprudenza dell\u2019Universit\u00e0 di Trento, in occasione della presentazione di un documentario (<a href=\"http:\/\/vimeo.com\/34038525\"><em>Still Killing: Academics for the abolition of Capital Punishment<\/em>, 2011<\/a>). Non posso che ringraziare il collega che mi ha indicato gli estremi di questa lettura e che, cos\u00ec facendo, mi ha consentito di presenziare, preparato e sensibilizzato, a quel dibattito. Ma il libro di Turow \u00e8 qualcosa di pi\u00f9, e anche di diverso. Il suo nucleo essenziale \u00e8 il resoconto delle impressioni e delle riflessioni che l\u2019Autore ha maturato soprattutto come membro della Commissione sulla pena capitale nominata dal Governatore dello Stato dell\u2019Illinois, George Ryan, che il 31 gennaio 2000 proclam\u00f2 una moratoria su tutte le esecuzioni future. Non vi sono estranee, tuttavia, esperienze professionali personali, nelle quali il romanziere si \u00e8 trovato ad affrontare, da legale, alcuni delicati processi.<\/p>\n<p>L\u2019elemento qualificante del testo \u00e8 l\u2019equilibrata pacatezza con cui vengono affrontati alcuni dei nodi essenziali della discussione sulla pena di morte, in primo luogo negli Stati Uniti. Si affrontano le perplessit\u00e0 basate sull\u2019elevata statistica relativa agli errori (cio\u00e8 ai casi di condannati a morte poi scagionati) o sui modi con cui la pubblica accusa pu\u00f2 incappare, pi\u00f9 o meno consapevolmente, in materiali strumentalizzazioni delle cause che possono sfociare in una condanna capitale (troppo spesso, cio\u00e8, gli inquirenti difendono anche i propri errori, anche quando sono palesi). Si evidenzia l\u2019ambiguit\u00e0 strutturale dell\u2019enfasi sulle vittime dei colpevoli e sul loro ruolo processuale (\u201cIn una democrazia, nessuna minoranza, neanche quelle che conoscono tragedie strazianti, dovrebbe avere il potere di parlare a nome di tutti\u201d: p. 78); ma si sottolinea anche la scarsa tenuta degli argomenti con i quali usualmente si giustifica la pena di morte in base al presunto valore deterrente della sua previsione (\u201cse la pena capitale \u00e8 un deterrente, la cosa non \u00e8 visibile a occhio nudo\u201d: p. 83); e si considera quanto, in questo discorso, possono avere un peso i motivi di ordine squisitamente morale (\u201cPer il male supremo non deve esistere una pena suprema? Il problema non \u00e8 vendicarsi o pareggiare i conti, ma l\u2019ordine morale\u201d: p. 87).<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che spinge Turow, per\u00f2, a votare contro la pena di morte non \u00e8 un misurato e risolutivo bilanciamento di posizioni <em>pro <\/em>e di posizioni <em>contra<\/em>. \u00c8 la violenza \u201cestrema\u201d, tanto pi\u00f9 se autorizzata dalla legge, a sembrargli del tutto sproporzionata e inutile rispetto ai bisogni, \u201ctroppo umani\u201d potremmo dire, che essa dovrebbe asseritamente soddisfare: \u201cIl procedimento legale non saner\u00e0 mai del tutto le nostre ferite. (&#8230;) Rispetto profondamente la legge come istituzione, ma il suo funzionamento non \u00e8 scevro da lacune e sbagli. Non \u00e8 in grado di risalire alle verit\u00e0 n\u00e9 di amministrare la giustizia con l\u2019affidabilit\u00e0 che \u00e8 costretta a ostentare. Le sue affilate regole non arrivano mai a penetrare fino in fondo le tenebre dell\u2019ambiguit\u00e0 morale, e non sanno comprendere n\u00e9 dare risposte alla complessit\u00e0 delle motivazioni e delle intenzioni umane. E la pena, da sola, non trasforma il mondo che ci circonda in quello in cui vorremmo vivere\u201d (p. 142).<\/p>\n<p>Anche la letteratura, ancora una volta, ci spiega perch\u00e9 le scelte legislative e il potere pubblico devono sempre avere dei limiti.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.railibro.rai.it\/recensioni.asp?id=376\">Una recensione da <em>RaiLibro<\/em><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.scottturow.com\/\">Il sito ufficiale dell\u2019Autore<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.rai.tv\/dl\/RaiTV\/programmi\/media\/ContentItem-1a1eec9e-a6a9-486c-a576-f63f0b44a296.html?p=0\">Un\u2019intervista a Turow (fatta da Serena Dandini)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 il libro pi\u00f9 recente di Scott Turow: risale al 2003. 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