{"id":4540,"date":"2015-04-15T21:39:35","date_gmt":"2015-04-15T20:39:35","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=4540"},"modified":"2015-06-28T09:55:21","modified_gmt":"2015-06-28T08:55:21","slug":"il-mestiere-di-giudice-pensieri-di-un-accademico-americano-guido-calabresi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=4540","title":{"rendered":"Il mestiere di giudice. Pensieri di un accademico americano (Guido Calabresi)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.mulino.it\/isbn\/9788815247698\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/ecx.images-amazon.com\/images\/I\/61tyq6oaNaL.jpg\" alt=\"\" width=\"283\" height=\"448\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.law.yale.edu\/faculty\/GCalabresi.htm\">Guido Calabresi<\/a> \u00e8 uno dei giuristi pi\u00f9 noti e autorevoli di tutto lo scenario globale. Le tre lezioni contenute in questo volume sono state svolte come primo appuntamento, nel 2012, delle <a href=\"http:\/\/iper.unimc.it\/Intellectual%20Life\/Alberico%20Gentili%20Lectures\">&#8220;Alberico Gentili Lectures&#8221;<\/a>, organizzate finora in tre edizioni presso l&#8217;Universit\u00e0 di Macerata. In esse Calabresi racconta della sua esperienza di giudice negli Stati Uniti, patria adottiva sin da quando, a sei anni, nel 1938, ha abbandonato l&#8217;Italia con la famiglia, a causa delle leggi razziali. \u00c8 nel mondo accademico americano, infatti, che Calabresi ha espresso le sue doti, diventando uno studioso di riferimento: nel contesto universitario, come uno dei padri dell&#8217;analisi economica del diritto e come maestro indiscusso del <em>tort law<\/em>; e ci\u00f2 anche al di fuori della Yale Law School, della quale \u00e8 stato preside per molti anni, fino a quando Bill Clinton lo ha nominato giudice della <a href=\"http:\/\/www.ca2.uscourts.gov\">Corte d&#8217;appello federale del Secondo Circuito<\/a> (per gli Stati del Vermont, del Connecticut e di New York).<\/p>\n<p>La prima lezione ci cala subito nella complessit\u00e0 del sistema giudiziario americano, che viene tuttavia sciolta in pochi e chiari tratti: ragione e funzioni delle <a href=\"http:\/\/www.uscourts.gov\/uscourts\/images\/CircuitMap.pdf\">corti d&#8217;appello federali<\/a> sono illustrate benissimo, <em>Federalist Papers<\/em> alla mano. Nel far questo, Calabresi non si limita a discutere dei profili organizzativi e delle motivazioni istituzionali e di contesto che li giustificano (e che sono determinanti in tutti i sistemi giuridici). La sua attenzione \u00e8 dedicata soprattutto alle peculiarit\u00e0 del reclutamento dei giudici federali, provenienti da estrazioni e da esperienze socio-culturali e formative diversissime, e alla loro competenza &#8220;generalista&#8221;, che li obbliga sempre a spaziare tra questioni, materie e tipologie di giudizio altrettanto differenti. Ci\u00f2 assicura, per un verso, che le sentenze obbediscano ad un &#8220;sistema di scelta generale&#8221; (&#8220;di idee, di principi, e non di come si deciderebbe un caso specifico in una materia specifica&#8221;); per altro verso, che tutti i giudici sviluppino capacit\u00e0 proprie di ogni fase o di ogni momento della funzione giurisdizionale (da quelle necessarie alla cognizione del merito a quelle indispensabili nel sindacato di costituzionalit\u00e0). Quest&#8217;ultima peculiarit\u00e0 rende il giudice americano particolarmente predisposto al dialogo: con le altre corti del suo stesso sistema, statali e federali; con i giudici di altri ordinamenti; con gli altri poteri, <em>in primis<\/em> con quello legislativo e con quello esecutivo. La seconda lezione sviluppa il tema e descrive con ricchezza di esemplificazioni quali siano gli strumenti del dialogo, tra livello federale e livello statale, da un lato, tra i giudici comuni e la Corte Suprema, dall&#8217;altro. Calabresi affronta, allora, l&#8217;istituto della <a href=\"http:\/\/en.m.wikipedia.org\/wiki\/Certified_question\"><em>certification<\/em><\/a>, la tecnica degli <em>obiter dicta<\/em> e il modo con cui si bilancia, tra principio di uguaglianza e istanze di <em>due process<\/em>, la necessit\u00e0 che intervenga la giustizia federale con l&#8217;opportunit\u00e0 che una questione resti allocata in capo ai giudici statali. Nei rapporti tra legislatore e giudice, inoltre, grande attenzione \u00e8 dedicata al problema del<em> countermajoritarianism<\/em>, che &#8220;non \u00e8 una <em>difficulty<\/em>, quanto una scelta strutturale di assegnare alle Corti il dovere di proteggere valori fondamentali da pressioni popolari momentanee&#8221;. Che fare, per\u00f2, se il giudice \u00e8 del tutto e apertamente contrario, nel suo intimo, a ci\u00f2 che stabilisce una legge? La terza lezione porta in piena luce questo dilemma, dal momento che Calabresi affronta il rapporto tra giudice e giustizia &#8220;di fronte alla pena di morte&#8221;. Pur non rinunciando ad esprimere la sua personale avversione per la pena capitale, Calabresi respinge con vigore l&#8217;idea che ci\u00f2 lo possa indurre a rinunciare a partecipare a collegi giudicanti che debbano esprimersi su casi in cui quella pena potrebbe venire in considerazione (perch\u00e9 anteporrebbe le sue convinzioni all&#8217;esigenza istituzionale che \u00e8 intrinseca al suo ruolo di giudice). Allo stesso modo, viene rigettata anche l&#8217;ipotesi di poter denunciare facilmente l&#8217;incostituzionalit\u00e0 dell&#8217;eventuale legge che preveda la pena pi\u00f9 estrema (poich\u00e9 un giudice non pu\u00f2 strumentalizzare la valutazione sulla legittimit\u00e0 costituzionale e far prevalere il suo giudizio su ci\u00f2 che \u00e8 il diritto). Al contempo, Calabresi invita tutti i giuristi a confrontarsi con il problema della <em>bont\u00e0<\/em> di discipline che siano percepite come tali soltanto perch\u00e9 espressione di una chiara volont\u00e0 popolare: giacch\u00e9 il diritto deve sempre coltivare una posizione cauta, &#8220;nei confronti del formalismo della tradizione, delle Corti, dei valori del passato, e anche della maggioranza che innerva la legge&#8221;, cos\u00ec come &#8220;delle scienze sociali&#8221;. Il diritto, infatti, &#8220;si nutre della prospettiva di tutte queste risorse, si giova di ogni loro contributo ma, in definitiva, ci\u00f2 che conta \u00e8 accogliere tutto ma di tutto essere scettici&#8221;. Soprattutto, per\u00f2, Calabresi &#8211; rifacendosi a San Tommaso Moro, per cui &#8220;Dio ci ha dato il cervello e l&#8217;intelligenza per evitare il martirio&#8221; &#8211; ricorda che un giudice attento studia i casi drammatici che gli si possono parlare di fronte ben prima che l&#8217;evenienza concreta si presenti, visto che proprio questo studio potrebbe consentirgli di evitare gli esiti pi\u00f9 duri.<\/p>\n<p>Le parole del <em>senior judge<\/em> italo-americano forniscono spunti notevoli, anche nelle digressioni o nelle piccole divagazioni che caratterizzano il tono pacato e quasi confidenziale di queste conversazioni. Ad esempio: \u00e8 molto acuta l&#8217;osservazione che viene fatta in merito all&#8217;assenza, nel sistema dell&#8217;integrazione europea, di un&#8217;articolazione locale di corti propriamente sovrastatali; lo \u00e8 anche il passaggio in cui l&#8217;Autore si sofferma sull&#8217;attenzione che ogni giudice deve porre al tema dell&#8217;esecuzione (in termini di eseguibilit\u00e0 effettiva) delle sue decisioni; o quello in cui si narra di un gustoso scambio di battute tra <a href=\"http:\/\/www.law.yale.edu\/faculty\/ABarak.htm\">Aharon Barak<\/a> e <a href=\"http:\/\/grimm.rewi.hu-berlin.de\">Dieter Grimm<\/a> sull&#8217;esistenza o meno di limiti alla manifestazione di un pensiero razzista o violento; o quello, ancora, in cui si descrive il ruolo delle giurie, che, diversamente dai giudici, possono prendersi la libert\u00e0 di non seguire meccanicamente ci\u00f2 che la legge impone, poich\u00e9 tale \u00e8 la loro &#8220;funzione democratica&#8221;. E si potrebbe continuare, segnalando che, nell&#8217;argomentare di Calabresi, anche le immagini sono virtuosamente calzanti, come quella del giudice americano costantemente in bilico tra Burke e Bentham, tra tradizione e innovazione. Il mestiere di giudice \u00e8, in definitiva, un aureo libretto, che la ricca e ordinata bibliografia finale impreziosisce di stimoli per ogni altro approfondimento.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.diritticomparati.it\/2012\/04\/-conversazione-con-guido-calabresi.html\">Le lezioni&#8230; dal vivo!<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.radioradicale.it\/scheda\/435984\">La registrazione della presentazione del libro presso il Consiglio di Stato<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/scienzaepolitica.unibo.it\/article\/download\/4636\/4122\">Una recensione (di Guido Melis)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Guido Calabresi \u00e8 uno dei giuristi pi\u00f9 noti e autorevoli di tutto lo scenario globale. 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