{"id":3121,"date":"2014-06-15T21:51:20","date_gmt":"2014-06-15T20:51:20","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=3121"},"modified":"2023-05-28T07:24:54","modified_gmt":"2023-05-28T06:24:54","slug":"la-democrazia-diretta-giuseppe-rensi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=3121","title":{"rendered":"La democrazia diretta (Giuseppe Rensi)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"https:\/\/www.adelphi.it\/spool\/cover__id10524_w600_t1636457808.jpg&amp;.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.adelphi.it\/spool\/cover__id10524_w600_t1636457808.jpg&amp;.jpg\" width=\"264\" height=\"442\" \/><\/a>Per la preparazione di un <a href=\"http:\/\/www.centrotrentin.it\/attivit%C3%A0\/iniziative-eventi\/346-30-maggio-2014-resistenza-e-diritto-pubblico-2.html\">convegno<\/a> ho avuto modo di ripescare questa bellissima lettura, il cui titolo completo \u00e8 <em>Gli anciens r\u00e9gimes e la democrazia diretta<\/em>, testo oggi disponibile anche <a href=\"https:\/\/archive.org\/details\/glianciensrgime00rensgoog\"><em>on line<\/em><\/a> con la premessa che fu di <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/arcangelo-ghisleri_(Dizionario-Biografico)\/\">Arcangelo Ghisleri<\/a>. Il volume adelphiano del 1995 riproduce l\u2019ultima versione dell\u2019opera e riporta in chiusura le due prefazioni che l\u2019<a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/giuseppe-rensi_(Il-Contributo-italiano-alla-storia-del-Pensiero:-Filosofia)\/\">Autore<\/a> \u2013 avvocato e filosofo socialista di natali svizzeri (1871-1941) \u2013 ha dedicato alle diverse e fortunate edizioni del libro (le due del 1902 e quella del 1926). La rilevanza del saggio va ben al di l\u00e0 di ci\u00f2 che si pu\u00f2 immaginare fermandosi alla copertina. La tesi del giovane Rensi \u00e8 la seguente: tra gli assetti di potere dell\u2019ancien r\u00e9gime e le forme di governo parlamentari pu\u00f2 non esservi, di fatto, alcuna differenza <em>se<\/em> il popolo non ha la possibilit\u00e0 di intervenire direttamente per correggere le ricorrenti degenerazioni del governo rappresentativo. Perch\u00e9 l\u2019effettiva realizzazione della sovranit\u00e0 popolare \u00e8 sempre cosa molto difficile: la classe dirigente, in primo luogo, tende a ridurre i cittadini in soggetti meramente amministrati, a favore delle strutture burocratiche; ma anche le istituzioni rappresentative possono farsi autoreferenziali, prestandosi facilmente a servire gli interessi dei gruppi al potere. E cos\u00ec, prendendo prevalente ispirazione dalle esperienze statunitensi ed elvetiche, Rensi suggerisce l\u2019introduzione di specifiche forme di referendum, dell\u2019iniziativa legislativa popolare, di un \u201cdiritto di revisione\u201d (come possibilit\u00e0 di condizionare il processo di modifica della costituzione), di un sistema elettorale proporzionale e della \u201cnazione armata\u201d (quale principale modo d\u2019essere dell\u2019esercito statale, svincolato dal controllo del solo ceto politico).<\/p>\n<p>Le analisi di questo eccentrico interprete \u2013 che spesso \u00e8 stato vicino a posizioni prettamente liberali, tanto pi\u00f9 con l\u2019affermarsi del fascismo, del quale per una prima parte del suo percorso fu strenuo oppositore \u2013 stupiscono per molte ragioni: l\u2019acutezza delle considerazioni critiche dedicate all\u2019ordinamento costituzionale della monarchia; la valorizzazione degli studi di <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/gaetano-mosca_(Dizionario-Biografico)\/\">Gaetano Mosca<\/a>, con cui Rensi ebbe anche un interessante carteggio; le considerazioni illuminanti, oltre che attualissime, sul ruolo delle \u201cseconde camere\u201d, sulle propensioni pericolosamente \u201cespansive\u201d degli esecutivi e della loro funzione, sugli inganni e sulle tante trappole che si nascondono nella complessit\u00e0 redazionale dei testi legislativi; l\u2019attenzione costante per l\u2019argomentazione storica e per i raffronti comparativi. La modernit\u00e0 estrema dell\u2019approccio di Rensi si pu\u00f2 apprezzare del tutto leggendo anche l\u2019articolo su <em>Lo Stato di diritto<\/em> (del 1900), che \u00e8 quasi contemporaneo alla redazione di questo libro e che nel testo di Adelphi \u00e8 opportunamente posto in <em>Appendice<\/em>. Basti, sul punto, menzionare che, tra le \u201criforme urgenti\u201d che Rensi propone gi\u00e0 sotto la vigenza dello Statuto albertino vi sono, oltre alla previsione del referendum, anche l\u2019istituzione di una Corte Suprema (sul modello americano, come essenziale guarentigia giuridica della democrazia) e la riforma del Consiglio di Stato (per \u201cgarantire l\u2019indipendenza dei suoi membri\u201d) e della Corte dei conti (per eliminare la registrazione \u201ccon riserva\u201d).<\/p>\n<p>Sappiamo, certo, che la Costituzione repubblicana del 1948 ha parzialmente raccolto buona parte dei suggerimenti di Rensi. L\u2019importanza di tornare nuovamente al suo messaggio, per\u00f2, \u00e8 ancora apprezzabile in un frammento tristemente presago, che \u00e8 correttamente evidenziato (p. 233) nella <em>Nota<\/em> di Nicola Emery (curatore del volume e appassionato conoscitore del Nostro) e che risale ad un intervento giornalistico del 1925. \u00c8 una sorta di monito <em>estremo<\/em> sul destino politico-giuridico cui rischia sempre di essere ricondotta l\u2019Italia, a causa della reiterata incoscienza dei tanti problemi cui Rensi si \u00e8 dedicato: \u201cTroppo modesti erano stati quei fascisti che hanno limitato a sessant\u2019anni la previsione della durata del loro governo. Questo sar\u00e0 invece, probabilmente eterno, nel senso che la \u2018fase fascista\u2019 non cesser\u00e0 pi\u00f9 per l\u2019Italia. Non si ripristiner\u00e0 pi\u00f9 per l\u2019Italia il sistema di Governo normale, diciamo lo \u2018Stato di Diritto\u2019, l\u2019ordine politico in cui v\u2019\u00e8 una legge o consuetudine forte come la legge che determina e regola le condizioni e il modo del pacifico succedersi dei partiti al potere. Un tale sistema di Governo fu forse per sempre infranto con l\u2019ottobre 1922. E con quest\u2019epoca l\u2019Italia \u00e8 entrata forse per sempre nel sistema di governo di quella che, in un certo senso, si potrebbe chiamare la periferia europea\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.swif.uniba.it\/lei\/rassegna\/020312.htm\">Un&#8217;intervista al Curatore dell&#8217;opera<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2012\/02\/01\/importanza-di-rensi-filosofo-della-vita.html\">L&#8217;importanza di Rensi filosofo della vita (di Roberto Esposito)<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/siba-ese.unisalento.it\/index.php\/idee\/article\/download\/2974\/2437\">Giuseppe Rensi e il problema della democrazia diretta (di Paola Lubelli)<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.academia.edu\/1520016\/Aporie_dellautorita_e_della_democrazia._Politica_diritto_filosofia_in_Giuseppe_Rensi\">Aporie dell\u2019autorit\u00e0 e della democrazia. Politica, diritto, filosofia in Giuseppe Rensi (di Francesco Mancuso)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la preparazione di un convegno ho avuto modo di ripescare questa bellissima lettura, il cui titolo completo \u00e8 Gli anciens r\u00e9gimes e la democrazia diretta, testo oggi disponibile anche on line con la premessa che fu di Arcangelo Ghisleri. 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