{"id":291,"date":"2011-12-28T18:41:20","date_gmt":"2011-12-28T17:41:20","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=291"},"modified":"2011-12-28T20:44:46","modified_gmt":"2011-12-28T19:44:46","slug":"l%e2%80%99arte-di-arrangiarsi-luigi-zampa","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=291","title":{"rendered":"L\u2019arte di arrangiarsi (Luigi Zampa)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.imdb.it\/title\/tt0047839\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"Zampa\" src=\"http:\/\/www.locandinebest.net\/imgk\/Larte_di_arrangiarsi_1954.jpg\" alt=\"\" width=\"234\" height=\"342\" \/><\/a>\u00c8 un film del 1954, con un Sordi davvero molto bravo. Si tratta, in particolare, dell\u2019ultimo pezzo, il pi\u00f9 bello, di una trilogia, i cui primi due titoli sono <em>Anni difficili<\/em> (1948) e <em>Anni facili<\/em> (1953). Luigi Zampa l\u2019ha girata prendendo spunto da racconti di Vitaliano Brancati, che ha partecipato largamente anche alla stesura della sceneggiatura. Ci sar\u00e0 un <em>sequel<\/em> nel 1962, per un\u2019ultima \u201cpuntata\u201d, meno riuscita: <em>Anni ruggenti<\/em>. In quest\u2019ultimo caso il soggetto verr\u00e0 da un racconto di Gogol\u2019.<\/p>\n<p>Non sono i riferimenti letterari, per\u00f2, gli unici motivi che possono indurci a rivedere <em>L\u2019arte di arrangiarsi<\/em>. Le ragioni di interesse sono altre.<\/p>\n<p>Innanzitutto Sordi. Certamente, infatti, l\u2019\u201cAlbertone nazionale\u201d \u2013 che, all\u2019interno della serie, compare solo in questa occasione \u2013 offre una <em>performance<\/em> davvero degna di tutti i suoi successi, anche di quelli futuri: in qualche modo, infatti, il protagonista adotta gesti, movenze ed espressioni che si ritroveranno in tanti film con (o di) Sordi (specialmente in quelli girati sempre da Zampa, su tutti ne <em>Il vigile<\/em>, del 1960, e ne <em>Il medico della mutua<\/em>, del 1968). Da questo punto di vista, \u00e8 una commedia davvero riuscita, proprio perch\u00e9 \u201ccannibalizzata\u201d da un attore in splendida forma. Ma in questo caso scopriamo anche che la commedia non \u00e8 necessariamente un genere \u201cleggero\u201d e che Zampa si conferma come un Maestro di questo singolare approccio impegnato.<\/p>\n<p>Infatti, l\u2019importanza de <em>L\u2019arte di arrangiarsi<\/em> risiede soprattutto nella rappresentazione \/ denuncia di una certa immagine \u2013 icasticamente sintetizzata anche nel titolo \u2013 del trasformismo italico, causa quasi genetica di una sconfortante e \u201cresistente\u201d continuit\u00e0 tra tutte le fasi storiche del Paese.<\/p>\n<p>Rosario \u201cSas\u00e0\u201d Scimone (questo \u00e8 il nome del personaggio principale) ne \u00e8 l\u2019orgoglioso e consapevole prototipo, capace di passare da uno schieramento politico all\u2019altro, di tradire i suoi sodali e i suoi stessi parenti e amici, di agevolare sistematici e profondi conflitti di interesse, di sposarsi solo per convenienza economica, di farsi riformare, con frode, sia in occasione del primo conflitto mondiale sia prima del secondo, di diventare socialista, e poi fascista, per puro opportunismo, di riscoprirsi quindi comunista, per accreditarsi nell\u2019Italia repubblicana, di tentare la via dello spettacolo e del successo, solo per corteggiare un\u2019aspirante attrice e per trarne qualche vantaggio personale\u2026<\/p>\n<p>Il CV di Scimone, in sostanza, \u00e8 una vera rassegna di vizi atavici e di propensioni radicate in buona parte della classe media, ed \u00e8 anche la traccia simbolica del tentativo, destinato peraltro a fallire costantemente, di fiutare e di assecondare l\u2019<em>affare<\/em>, lecito o illecito, pi\u00f9 redditizio, assunto a sua volta, e paradossalmente, a mito, ad ideale tanto irraggiungibile quanto disponibile ad altri pochi <em>eletti<\/em>. Non \u00e8 un caso che il \u201cpovero\u201d Scimone finisca anche in galera, si riproponga come fondatore di un partito e, alla fine, si ritrovi a fare il venditore ambulante.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da chiedersi, poi, nell\u2019Italia del 2011, se, nel disegnare il <em>cursus honorum<\/em> di Scimone, punteggiato da appalti truccati, mazzette e speculazioni edilizie, vi fosse dell\u2019intelligente preveggenza, oppure se esso non risultasse, gi\u00e0 allora, l\u2019indigesta descrizione satirica dello \u201cstato della nazione\u201d. Una risposta, forse, la pu\u00f2 offrire la circostanza che il primo atto della trilogia, <em>Anni difficili<\/em>, fu accusato, in Parlamento, di \u201cdisfattismo nazionale\u201d. Ma \u00e8 significativo anche che la critica avesse lamentato, come veri e propri vizi, l\u2019andatura volutamente frammentaria della storia e la dimensione intrinsecamente proteiforme del ruolo impersonato da Sordi. Il film di Zampa, quindi, non \u00e8 solo bello e divertente; \u00e8 anche \u201curticante\u201d, parola che spesso fa rima con \u201cimportante\u201d.<\/p>\n<p>Scimone \u00e8 il rappresentante di un ceto che, proprio perch\u00e9 consumato da un arrivismo fine a se stesso, non pu\u00f2 mai <em>riuscire<\/em>, rimanendo condannato, nel proprio stato di mediocre egoismo, ad ambire a modelli niente affatto virtuosi (si potrebbe dire, a \u201cnon-modelli\u201d). \u00c8 \u201cmedio\u201d, questo ceto, non tanto perch\u00e9 \u00e8 quello \u201cborghese\u201d: se pensiamo a quanto \u201cseria\u201d pu\u00f2 essere la borghesia e a quanto sia stata importante nella modernizzazione dell\u2019Italia unita, non si potrebbe certo dire che sia tale quella impersonata da Sordi (\u00e8 tale, invece, quella rappresentata, nel film, dalla figura del cognato e del suocero di Scimone; per capirne qualcosa di pi\u00f9 sarebbe opportuno rileggere gli ottimi spunti di Arturo Carlo Jemolo, ripubblicati proprio quest\u2019anno da Nino Aragno Editore ne <em>Il malpensante<\/em>). Questo ceto \u00e8 \u201cmedio\u201d, in definitiva, perch\u00e9, indipendentemente dalla sua estrazione, decide di appiattirsi sugli istinti pi\u00f9 volgari, di fare della furbizia la propria vocazione, di accontentarsi della propria ignoranza, in una parola, di \u201cnon crescere\u201d e di \u201cgodere\u201d in modo rapace delle fatiche altrui e delle vie talvolta complesse dell\u2019interesse pubblico.<\/p>\n<p>Se si vuole provare che cosa pu\u00f2 accadere se l\u2019Italia si guarda allo specchio, allora ci si pu\u00f2 concedere una bella serata in compagnia di questo film, tra risate assicurate e sensazioni, viceversa, poco rassicuranti.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Ob8sU5Fw9rM\">Il film in rete!<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cinetecadibologna.it\/files\/festival\/CinemaRitrovato\/2011\/catalogo\/Ridere%20civilmente,%20Luigi%20Zampa.pdf\">Il cinema di Zampa (dalla Cineteca di Bologna)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 un film del 1954, con un Sordi davvero molto bravo. 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