{"id":2520,"date":"2014-01-27T22:21:28","date_gmt":"2014-01-27T21:21:28","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=2520"},"modified":"2014-01-27T22:27:04","modified_gmt":"2014-01-27T21:27:04","slug":"luoghi-e-paesaggi-andrea-zanzotto","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=2520","title":{"rendered":"Luoghi e paesaggi (Andrea Zanzotto)"},"content":{"rendered":"<p><!--[if gte mso 9]><xml>\n<w:WordDocument>\n<w:View>Normal<\/w:View>\n<w:Zoom>0<\/w:Zoom>\n<w:HyphenationZone>14<\/w:HyphenationZone>\n<w:Compatibility>\n<w:BreakWrappedTables\/>\n<w:SnapToGridInCell\/>\n<w:WrapTextWithPunct\/>\n<w:UseAsianBreakRules\/>\n<\/w:Compatibility>\n<w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4<\/w:BrowserLevel>\n<\/w:WordDocument>\n<\/xml><![endif]--><\/p>\n<p><!--[if gte mso 10]>\n\n\n\n<style>\n \/* Style Definitions *\/\n table.MsoNormalTable\n\t{mso-style-name:\"Tabella normale\";\n\tmso-tstyle-rowband-size:0;\n\tmso-tstyle-colband-size:0;\n\tmso-style-noshow:yes;\n\tmso-style-parent:\"\";\n\tmso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;\n\tmso-para-margin:0cm;\n\tmso-para-margin-bottom:.0001pt;\n\tmso-pagination:widow-orphan;\n\tfont-size:10.0pt;\n\tfont-family:\"Times New Roman\";}\n<\/style>\n\n<![endif]--><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/bompiani.rcslibri.corriere.it\/libro\/7478_luoghi_e_paesaggi_zanzotto.html\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"\" src=\"http:\/\/bompiani.rcslibri.corriere.it\/shared_libri\/cover\/medium\/4527478_0.jpg\" width=\"230\" height=\"350\" \/><\/a>Le prose di Zanzotto non sono inferiori alle poesie. \u00c8 un dato acquisito che i brevi saggi contenuti in questo libro avvalorano <a href=\"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=1861\">ancora una volta<\/a>. Per\u00f2 c\u2019\u00e8 un dettaglio importante: i piccoli articoli del volume provano ulteriormente che quella che il grande autore veneto vi conduce non \u00e8 l\u2019illustrazione di una <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">poetica<\/i> nel senso comune del termine. \u00c8 il tentativo di spiegare l\u2019\u201cirruzione dell\u2019inatteso\u201d (cos\u00ec la chiama), che, in generale, sta al principio della letteratura e che, nello specifico, genera e perpetua l\u2019intimo rapporto dell\u2019autore stesso con il <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">suo<\/i> paesaggio. \u00c8 una relazione erotica, in primo luogo, di stampo <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">classico<\/i>. Come tale \u00e8 assunzione imprevista di un fattore costitutivo del cosmo e, al contempo, fonte del \u201cnecessario appoggio\u201d che, nell\u2019agnizione e nella decifrazione di quel fattore, Zanzotto trova nel dialetto (epifania <em>situata<\/em> del logos). \u00c8 una sorta di <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">liebender Kampf<\/i> (Karl Jaspers chiamava cos\u00ec la ricerca della verit\u00e0 filosofica&#8230;), ma con risultati inattesi e personalissimi, che scaturiscono, avvinti alla lingua madre, da una specifica armonia di natura, di uomini e di insediamenti, di esperienze e di vissuti <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">in un certo modo<\/i> ricomposti. Difendere un paesaggio, dunque, equivale a garantirsi l\u2019accessibilit\u00e0 ad un <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">imprinting<\/i> e ad un linguaggio originari e, allo stesso tempo, a proteggere un equilibrio antropologico. Ecco: questo \u00e8 il piccolissimo, ma importante, dettaglio che dischiudono gli interventi zanzottiani raccolti con cura da Matteo Giancotti, cui si deve anche un\u2019incisiva e bella introduzione.<span style=\"mso-tab-count: 1;\">\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">I brani \u2013 che non seguono una traiettoria cronologica \u2013 sono ordinati in cinque parti: <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Una certa idea di paesaggio<\/i>; <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Mio ambiente natale<\/i>; <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Un\u2019evidenza fantascientifica<\/i>; <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Quasi una parte integrante del paesaggio<\/i>; <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Tra viaggio e fantasia<\/i>. Le prime tre sono concepite per dare l\u2019idea di una <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">progressione<\/i>. Si passa, innanzitutto, dall\u2019emozione di uno sguardo <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">panico<\/i>, e quindi antico, cos\u00ec come tradotto anche dalla grande pittura veneta tra Quattrocento e Cinquecento, alla rassegna di alcune localit\u00e0 notevoli \u2013 e ispiranti \u2013 del Veneto di montagna, di collina e di laguna (a quest\u2019ultimo proposito, <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Venezia, forse<\/i> \u00e8 un saggio magistrale dell\u2019uso sapiente di un microscopio potentissimo, applicato ai tessuti apparentemente disomogenei di un ecosistema davvero unico al mondo). Si prosegue, poi, da questa topografia quasi <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">sacra<\/i>, alla constatazione preoccupata di uno sviluppo economico e urbanistico miracoloso eppure regressivo, di fronte al quale continuare ad interrogarsi, come per percorrere una strada di <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">civismo dell\u2019osservazione<\/i>: \u201cBisogna capire che salvare il paesaggio della propria terra \u00e8 salvarne l\u2019anima e quella di chi l\u2019abita\u201d. La quarta parte \u00e8 dominata da una sorta di <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">zen della campagna<\/i>, tra la figura del contadino Nino e un omaggio al poeta <a href=\"http:\/\/unastranagioia.wordpress.com\/category\/luciano-cecchinel-2\/\">Luciano Cecchinel<\/a>, uno dei pi\u00f9 autorevoli sodali di Zanzotto. L\u2019ultimo capitolo, invece, \u00e8 fatto di itinerari e di visite sentimentali, nelle quali la realt\u00e0 non \u00e8 mai tanto ricca e autentica come quella che si pu\u00f2 implementare per via di immaginazione e di intuizione. Segue, in appendice, la trascrizione di un documentario video girato per la Rai sul Quartier del Piave.<span style=\"mso-tab-count: 1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Zanzotto riesce ad attirare e a sedurre anche nella lunghezza e nella ricercatezza delle frasi. I periodi ci avviluppano come se fossero felci, salici, ortensie, come se si trattasse, cio\u00e8, della <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">verzura<\/i> pi\u00f9 disparata. Infiorescenze verbali e significati si affastellano, in un pensiero che si chiarisce solo nel corso del suo articolarsi e <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">scoprirsi<\/i> per iscritto: un po\u2019 perch\u00e9 si compiace nella tentazione dell\u2019analisi metalinguistica, un po\u2019 perch\u00e9 i suoi frutti non possono mai essere veramente predefiniti. N\u00e9 mancano diffusi e sofisticati riferimenti alla tradizione (a Petrarca su tutti). Chi ritiene che <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Best Thinking<\/i> sia sinonimo di <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Writing Clearly<\/i> \u00e8 avvisato: in <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Luoghi e paesaggi<\/i> non trover\u00e0 pane per i suoi denti. E (pure) non trover\u00e0 motivi di spensierata e bucolica distrazione. Non si pu\u00f2 dire, tuttavia, che Zanzotto sia scrittore dalla formulazione involuta o noiosa. La questione si pu\u00f2 riassumere cos\u00ec: poich\u00e9 \u00e8 lo sguardo che cattura le parole, allora, a seconda del caso, e senza che vi sia premeditazione, le parole possono essere sottilmente evocative \u2013 con la semplicit\u00e0 e con l\u2019opportunit\u00e0 disarmanti dell\u2019espressione dialettale, ad esempio \u2013\u00a0o tremendamente scolpite \u2013 quando il dubbio <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">de intivarghe<\/i> o no (come direbbe il Nostro) si fa pi\u00f9 forte ed esige, in definitiva, il ricorso alla pi\u00f9 azzeccata, densa e stratificata delle locuzioni colte. Se la ricerca si scopre nobile all\u2019improvviso, \u00e8 legittimo che anche la lingua si armi di raffinato cesello.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Recensioni (di <a href=\"http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=13251\">Niccol\u00f2 Scaffai<\/a>, di <a href=\"http:\/\/cerca.unita.it\/ARCHIVE\/xml\/2585000\/2584390.xml?key=ZANZOTTO&amp;first=1&amp;orderby=1\">Giulio Ferroni<\/a>, di <a href=\"http:\/\/www.europaquotidiano.it\/2013\/12\/15\/andrea-zanzotto-una-certa-idea-di-paesaggio\/\">Raoul Bruni<\/a>, di <a href=\"http:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/cultura\/zanzotto-resta-grande-poeta-anche-prosa-970475.html\">Silvio Ramat<\/a>, di <a href=\"http:\/\/rassegnastampa.unipi.it\/rassegna\/archivio\/2013\/11\/02SIK6023.PDF\">Bianca Garavelli<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le prose di Zanzotto non sono inferiori alle poesie. \u00c8 un dato acquisito che i brevi saggi contenuti in questo libro avvalorano ancora una volta. 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