{"id":2493,"date":"2014-01-22T09:20:02","date_gmt":"2014-01-22T08:20:02","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=2493"},"modified":"2014-01-27T22:24:38","modified_gmt":"2014-01-27T21:24:38","slug":"la-matematica-della-democrazia-george-g-szpiro-2","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=2493","title":{"rendered":"La matematica della democrazia (George G. Szpiro)"},"content":{"rendered":"<p><!--[if gte mso 9]><xml>\n<w:WordDocument>\n<w:View>Normal<\/w:View>\n<w:Zoom>0<\/w:Zoom>\n<w:HyphenationZone>14<\/w:HyphenationZone>\n<w:Compatibility>\n<w:BreakWrappedTables\/>\n<w:SnapToGridInCell\/>\n<w:WrapTextWithPunct\/>\n<w:UseAsianBreakRules\/>\n<\/w:Compatibility>\n<w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4<\/w:BrowserLevel>\n<\/w:WordDocument>\n<\/xml><![endif]--><\/p>\n<p><!--[if gte mso 10]>\n\n\n\n<style>\n \/* Style Definitions *\/\n table.MsoNormalTable\n\t{mso-style-name:\"Tabella normale\";\n\tmso-tstyle-rowband-size:0;\n\tmso-tstyle-colband-size:0;\n\tmso-style-noshow:yes;\n\tmso-style-parent:\"\";\n\tmso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;\n\tmso-para-margin:0cm;\n\tmso-para-margin-bottom:.0001pt;\n\tmso-pagination:widow-orphan;\n\tfont-size:10.0pt;\n\tfont-family:\"Times New Roman\";}\n<\/style>\n\n<![endif]--><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.bollatiboringhieri.it\/scheda.php?codice=9788833923864\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.bollatiboringhieri.it\/copertine\/9788833923864.jpg\" width=\"200\" height=\"318\" \/><\/a>\u201cVoti, seggi e parlamenti da Platone ai giorni nostri\u201d: \u00e8 questo il sottotitolo di un volume che pu\u00f2 sembrare complessivamente curioso, sia per lo stile espositivo scelto dal suo Autore, sia per i profili e i problemi che si propone di indagare. Occorre dire subito che il libro non si occupa <em>tout court<\/em> di sistemi elettorali. La questione affrontata \u00e8 differente e duplice: 1) qual \u00e8 il modo migliore di votare nell\u2019ipotesi in cui un certo collegio deve scegliere tra pi\u00f9 di due opzioni? (In questo caso la domanda non vale solo per situazioni proprie delle elezioni politiche; nel testo si discute anche di decisioni assunte da commissioni, da consigli o da organi giurisdizionali) 2) qual \u00e8 la soluzione tecnicamente pi\u00f9 adeguata a garantire una corretta distribuzione di seggi parlamentari in corrispondenza di un certo numero di circoscrizioni elettorali di diversa dimensione? (Qui la domanda ha a che fare con uno snodo classico, quello della definizione della formula elettorale, che Szpiro analizza, in particolare, con riferimento alla controversa vicenda della scelta, da parte del Congresso degli Stati Uniti, di un meccanismo che meglio garantisse la ripartizione dei seggi tra i diversi Stati: la Costituzione americana, infatti, si avvale di un criterio flessibile, che dipende dalla popolazione: v. <a href=\"http:\/\/it.wikisource.org\/wiki\/Costituzione_Federale_degli_Stati_Uniti_d%27America\">l\u2019art. 1, sec. II<\/a>).<span style=\"mso-tab-count: 1;\">\u00a0 <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Per entrambi i quesiti l\u2019approccio \u00e8 diacronico. Per il primo, si parte da Platone, mossi dalla suggestiva immagine di un filosofo in erba che non si d\u00e0 pace per il modo con cui una \u201cgiuria\u201d pubblica aveva condannato il suo maestro Socrate. Ma si viene presto a contatto con Plinio il Giovane e con la scoperta delle insidie nascoste nel voto a maggioranza semplice, specialmente per la debolezza che esso presenta nei casi di \u201cvoto strategico\u201d. Si scopre anche che grandi pensatori medievali \u2013 <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/raimondo-lullo\/ \">Raimondo Lullo<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/niccolo-da-cusa\">Nicol\u00f2 Cusano<\/a> \u2013 hanno ipotizzato metodi di scelta che potessero evitare queste criticit\u00e0, incappando, per\u00f2, nella scoperta disarmante del carattere \u201cintransitivo\u201d delle votazioni tra pi\u00f9 di tre alternative, o sperimentando comunque tutti i limiti di ogni soluzione che abbia l\u2019ambizione di predefinire il merito di ogni potenziale opzione e di consentire ai votanti di stabilire una graduatoria. La cosa pi\u00f9 stupefacente \u00e8 che la scelta di un metodo pu\u00f2 davvero condurre a risultati differenti. Il dibattito continua anche molto tempo dopo, nella Parigi rivoluzionaria: <a href=\"http:\/\/www-history.mcs.st-and.ac.uk\/Biographies\/Borda.html\">Jean-Charles de Borda<\/a> viene studiato e poi criticato da Condorcet, che sancisce ufficialmente il <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/criterio-di-condorcet_%28Dizionario-di-Economia-e-Finanza%29\/ \">paradosso<\/a> dei voti a maggioranza semplice (in quanto sistematicamente forieri di soluzioni \u201ccicliche\u201d) e che, tuttavia, non riesce ad elaborare un valido stratagemma. Di l\u00ec a poco, Laplace suggerir\u00e0 che solo la maggioranza assoluta (e, in taluni casi, una maggioranza ancor pi\u00f9 qualificata) pu\u00f2 dare qualche garanzia. Sar\u00e0 l\u2019inventore de <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie<\/i>, Lewis Carrol (ossia Charles Lutwidge Dodgson, matematico di Oxford dal carattere un po&#8217; difficile&#8230;), a cercare di immaginare, in piena et\u00e0 vittoriana, alcune varianti, ma con un tasso di difficolt\u00e0 operative forse troppo elevato per permettere un\u2019effettiva acquisizione del nuovo metodo su larga scala.<span style=\"mso-tab-count: 1;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><!--[if gte mso 9]><xml>\n<w:WordDocument>\n<w:View>Normal<\/w:View>\n<w:Zoom>0<\/w:Zoom>\n<w:HyphenationZone>14<\/w:HyphenationZone>\n<w:Compatibility>\n<w:BreakWrappedTables\/>\n<w:SnapToGridInCell\/>\n<w:WrapTextWithPunct\/>\n<w:UseAsianBreakRules\/>\n<\/w:Compatibility>\n<w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4<\/w:BrowserLevel>\n<\/w:WordDocument>\n<\/xml><![endif]--><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><!--[if gte mso 10]><\/p>\n\n\n\n\n\n<style>\n \/* Style Definitions *\/\n table.MsoNormalTable\n\t{mso-style-name:\"Tabella normale\";\n\tmso-tstyle-rowband-size:0;\n\tmso-tstyle-colband-size:0;\n\tmso-style-noshow:yes;\n\tmso-style-parent:\"\";\n\tmso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;\n\tmso-para-margin:0cm;\n\tmso-para-margin-bottom:.0001pt;\n\tmso-pagination:widow-orphan;\n\tfont-size:10.0pt;\n\tfont-family:\"Times New Roman\";}\n<\/style>\n\n<![endif]--><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">A questo punto, Szpiro passa al secondo problema, inanellando, con diversi esempi, le descrizioni delle soluzioni immaginate dai Padri della Costituzione americana e da tutti coloro che si sono confrontati con gli innumerevoli inconvenienti di quegli stessi espedienti, tra i quali spiccano grandi matematici ed economisti delle pi\u00f9 influenti e prestigiose universit\u00e0 degli USA. La cosa notevole di questa parte del volume \u00e8 che l\u2019appello alla migliore expertise matematica non sembra aver portato ad un risultato univocamente riconosciuto e condiviso, sicch\u00e9, al di l\u00e0 di quanto avrebbe stabilito anche la Corte Suprema, ad ogni nuovo censimento (ogni dieci anni) la diatriba pu\u00f2 riproporsi con effetti destabilizzanti. \u00c8 cos\u00ec che l\u2019Autore del saggio riprende nuovamente il primo problema e si sofferma sull\u2019opera giovanile di colui che sar\u00e0 anche un noto Premio Nobel, <a href=\"http:\/\/fsi.stanford.edu\/people\/kennethjarrow\/\">Kenneth J. Arrow<\/a>, cui si deve la dimostrazione (disperante) dell\u2019<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Teorema_dell%27impossibilit%C3%A0_di_Arrow\">impossibilit\u00e0<\/a> razionale di una qualsiasi soluzione di scelta capace di preservare con sicurezza le preferenze individuali espresse nella societ\u00e0. In conclusione, per Szpiro, \u201cl\u2019opprimente matematica della democrazia non \u00e8 destinata a scomparire\u201d. Non esistono, cio\u00e8, accorgimenti capaci di ridurne i paradossi, se non uno, lo stesso che anche Szpiro lascia implicitamente intravedere qua e l\u00e0, quando allude all\u2019estremo grado di consapevolezza diffusa, istruzione e <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">fair play<\/i> che solo potrebbe evitare ogni manipolazione e che d\u2019altra parte consente, di tanto in tanto, di riproporre l\u2019attenzione di attori politici e di eminenti studiosi. Se non altro, l\u2019indagine \u2013 la cui lettura non richiede conoscenze aritmetiche particolari ed alterna all\u2019esposizione divertita del tema ritratti briosi dei protagonisti che con esso si sono cimentati nel corso dei secoli \u2013 prova, ancora una volta, che la democrazia non si pu\u00f2 risolvere mai con in algoritmi e in fatti di pura volont\u00e0: parafrasando note e autorevolissime espressioni, tra \u201clegge del numero\u201d e \u201clegge della ragione\u201d la democrazia e la sua cultura stanno esattamente nel giusto mezzo. Vero \u00e8, ad ogni modo, che essere coscienti delle ambiguit\u00e0 sottese ad una procedura piuttosto che ad un\u2019altra \u00e8 parte assai rilevante di questa cultura. Ed \u00e8 per questo che il lavoro di Szpiro non pu\u00f2 passare inosservato.<span style=\"mso-tab-count: 1;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Recensioni (di <a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2013\/04\/22\/cultura\/se-la-democrazia-da-i-numeri-o886odAQ3rydH2Q34ywOOM\/pagina.html\">Piero Bianucci<\/a>, di <a href=\"http:\/\/www.newyorker.com\/arts\/critics\/books\/2010\/07\/26\/100726crbo_books_gottlieb\">Anthony Gottlieb<\/a>)<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.georgeszpiro.com\/\">Il sito dell&#8217;Autore<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cVoti, seggi e parlamenti da Platone ai giorni nostri\u201d: \u00e8 questo il sottotitolo di un volume che pu\u00f2 sembrare complessivamente curioso, sia per lo stile espositivo scelto dal suo Autore, sia per i profili e i problemi che si propone di indagare. 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