{"id":1311,"date":"2013-05-11T20:58:31","date_gmt":"2013-05-11T19:58:31","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=1311"},"modified":"2013-05-13T16:10:24","modified_gmt":"2013-05-13T15:10:24","slug":"io-sono-lo-straniero-giuliano-pasini","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=1311","title":{"rendered":"Io sono lo straniero (Giuliano Pasini)"},"content":{"rendered":"<p><!--[if gte mso 9]><xml>\n<w:WordDocument>\n<w:View>Normal<\/w:View>\n<w:Zoom>0<\/w:Zoom>\n<w:HyphenationZone>14<\/w:HyphenationZone>\n<w:Compatibility>\n<w:BreakWrappedTables\/>\n<w:SnapToGridInCell\/>\n<w:ApplyBreakingRules\/>\n<w:WrapTextWithPunct\/>\n<w:UseAsianBreakRules\/>\n<w:UseFELayout\/>\n<\/w:Compatibility>\n<w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4<\/w:BrowserLevel>\n<\/w:WordDocument>\n<\/xml><![endif]--><\/p>\n<p><!--[if gte mso 10]>\n\n\n\n<style>\n \/* Style Definitions *\/\n table.MsoNormalTable\n\t{mso-style-name:\"Tabella normale\";\n\tmso-tstyle-rowband-size:0;\n\tmso-tstyle-colband-size:0;\n\tmso-style-noshow:yes;\n\tmso-style-parent:\"\";\n\tmso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;\n\tmso-para-margin:0cm;\n\tmso-para-margin-bottom:.0001pt;\n\tmso-pagination:widow-orphan;\n\tfont-size:10.0pt;\n\tfont-family:\"Times New Roman\";\n\tmso-fareast-font-family:\"Times New Roman\";}\n<\/style>\n\n<![endif]--><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;\"><a href=\"http:\/\/www.librimondadori.it\/libri\/io-sono-lo-straniero\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.thrillercafe.it\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/pasini.jpg\" width=\"170\" height=\"275\" \/><\/a>Per un thriller nel quale c\u2019\u00e8 un commissario che sa anche cucinare si pu\u00f2 dire, in generale, che gli ingredienti sono buoni e che lo \u00e8 anche la <i>mano<\/i>, salvo che nell\u2019impasto sono scivolate cose che propriamente non ci dovrebbero mai stare e di cui non ci si pu\u00f2 non accorgere. Refusi a parte (ve n\u2019\u00e8 pi\u00f9 di uno, purtroppo, e ci\u00f2 anche a non voler considerare la vistosa mancanza che si riscontra nell\u2019indice\u2026), il passaggio della narrazione dalla classica fase delle difficolt\u00e0 delle indagini all&#8217;immancabile fase della scoperta dell\u2019identit\u00e0 del \u201ccattivo\u201d \u00e8 fin troppo rapido. Infatti, pur rispondendo ad uno schema consolidato \u2013 quello del \u201ctutto sembra finito, ma \u00e8 tutto cos\u00ec semplice da non poter essere veramente finito\u201d \u2013 ci\u00f2 indebolisce la riflessione e le impressioni forti che l\u2019Autore vorrebbe condividere, trascinandole nel finale (tutto sommato) banalizzante di una tipologia di intreccio un po&#8217; consumata.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;\">Nella Marca Trevigiana agisce un killer seriale, che rapisce giovani donne ed effettua su di esse esperimenti inconfessabili. Roberto Serra, lo \u201cstraniero\u201d, un poliziotto immerso nei tormenti psico-fisici di un passato di dolore e di talento, viene presto condotto sulla pista giusta, grazie alla tenacia di Francesca, una giovanissima e trasgressiva ragazza, che assomiglia molto alla Lisbeth Salander dei romanzi di <a href=\"http:\/\/http:\/\/www.marsilioeditori.it\/autori\/scheda-autore\/333\/stieg-larsson\">Stieg Larsson<\/a> e che non si capacita della scomparsa della sua compagna. La caccia all\u2019uomo diventa una lotta contro il tempo, specialmente quando il commissario \u2013 tra fantasmi privati, cedimenti nervosi e tentazioni irresistibili \u2013 assiste tragicamente alla morte di Francesca, riscopre se stesso tra le braccia di Susana e, dopo aver catturato la mente diabolica che ha seminato il terrore, si lancia alla ricerca del terribile complice che \u00e8 ancora vivo e che rischia di mettere a repentaglio la sopravvivenza dell\u2019ultima vittima e di altri importanti protagonisti. Il lieto fine \u00e8 assicurato e Serra riesce a rappacificarsi con la sua bella Alice, anche se sul campo rimangono molti feriti, e il gioioso e vitale paesaggio della Pedemontana veneta sembra ripiombare nell\u2019indifferenza da cui, in definitiva, non pare essersi svegliato neanche di fronte alle tremende ricerche eugenetiche di un novello Dr. Mengele.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;\"><!--[if gte mso 9]><xml>\n<w:WordDocument>\n<w:View>Normal<\/w:View>\n<w:Zoom>0<\/w:Zoom>\n<w:HyphenationZone>14<\/w:HyphenationZone>\n<w:Compatibility>\n<w:BreakWrappedTables\/>\n<w:SnapToGridInCell\/>\n<w:ApplyBreakingRules\/>\n<w:WrapTextWithPunct\/>\n<w:UseAsianBreakRules\/>\n<w:UseFELayout\/>\n<\/w:Compatibility>\n<w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4<\/w:BrowserLevel>\n<\/w:WordDocument>\n<\/xml><![endif]--><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;\"><!--[if gte mso 10]><\/p>\n\n\n\n\n\n<style>\n \/* Style Definitions *\/\n table.MsoNormalTable\n\t{mso-style-name:\"Tabella normale\";\n\tmso-tstyle-rowband-size:0;\n\tmso-tstyle-colband-size:0;\n\tmso-style-noshow:yes;\n\tmso-style-parent:\"\";\n\tmso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;\n\tmso-para-margin:0cm;\n\tmso-para-margin-bottom:.0001pt;\n\tmso-pagination:widow-orphan;\n\tfont-size:10.0pt;\n\tfont-family:\"Times New Roman\";\n\tmso-fareast-font-family:\"Times New Roman\";}\n<\/style>\n\n<![endif]--><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;\">Se l\u2019intenzione del romanzo \u00e8 risvegliare molte coscienze dai rischi della xenofobia, allora \u00e8 del tutto proporzionale il nesso con lo shock che ancora pu\u00f2 dare l\u2019esistenza di folli disegni sul perfezionamento della razza in un contesto in cui un facile perbenismo nemmeno se li immagina. Come si \u00e8 anticipato, per\u00f2, alcuni snodi della trama sono veloci, e questo rischia di rendere assai poco verosimile un racconto che, viceversa, meriterebbe senz\u2019altro di essere lodato, anche per la scelta dei luoghi. Pasini, di suo, \u00e8 un validissimo scrittore. Gli attori che la sua penna dirige sulla scena sono tutti all\u2019altezza. Ciascuno, dal ruolo protagonista ai ruoli comprimari, \u00e8 dotato di una convincente caratterizzazione, ed \u00e8 tale anche quella del commissario Serra. In proposito, al termine del libro, l\u2019Autore dichiara: \u201cRoberto ha gi\u00e0 ricominciato a sussurrarmi all\u2019orecchio. E prima o poi lo ascolter\u00f2\u201d. Speriamo che accada presto e che ci sia dato, cos\u00ec, di vedere nuovamente all\u2019opera il poliziotto e la sua pericolosa Danza (i lettori possono capire\u2026) nel quadro di una tela meglio ispirata.<\/p>\n<p><a href=\"www.youtube.com\/watch?v=vriGZWzkkbI\"> La &#8220;prima&#8221; del libro<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/sugarpulp.it\/io-sono-lo-straniero\/#.UYz4fMsaySM\">Una recensione (di Carlo Vanin)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per un thriller nel quale c\u2019\u00e8 un commissario che sa anche cucinare si pu\u00f2 dire, in generale, che gli ingredienti sono buoni e che lo \u00e8 anche la mano, salvo che nell\u2019impasto sono scivolate cose che propriamente non ci dovrebbero mai stare e di cui non ci si pu\u00f2 non accorgere. 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