{"id":1278,"date":"2013-04-28T08:38:40","date_gmt":"2013-04-28T07:38:40","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=1278"},"modified":"2013-04-28T08:43:51","modified_gmt":"2013-04-28T07:43:51","slug":"la-lucina-antonio-moresco","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=1278","title":{"rendered":"La lucina (Antonio Moresco)"},"content":{"rendered":"<p><!--[if gte mso 9]><xml>\n<w:WordDocument>\n<w:View>Normal<\/w:View>\n<w:Zoom>0<\/w:Zoom>\n<w:HyphenationZone>14<\/w:HyphenationZone>\n<w:Compatibility>\n<w:BreakWrappedTables\/>\n<w:SnapToGridInCell\/>\n<w:ApplyBreakingRules\/>\n<w:WrapTextWithPunct\/>\n<w:UseAsianBreakRules\/>\n<w:UseFELayout\/>\n<\/w:Compatibility>\n<w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4<\/w:BrowserLevel>\n<\/w:WordDocument>\n<\/xml><![endif]--><\/p>\n<p><!--[if gte mso 10]>\n\n\n\n<style>\n \/* Style Definitions *\/\n table.MsoNormalTable\n\t{mso-style-name:\"Tabella normale\";\n\tmso-tstyle-rowband-size:0;\n\tmso-tstyle-colband-size:0;\n\tmso-style-noshow:yes;\n\tmso-style-parent:\"\";\n\tmso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;\n\tmso-para-margin:0cm;\n\tmso-para-margin-bottom:.0001pt;\n\tmso-pagination:widow-orphan;\n\tfont-size:10.0pt;\n\tfont-family:\"Times New Roman\";}\n<\/style>\n\n<![endif]--><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;\"><a href=\"http:\/\/www.librimondadori.it\/libri\/la-lucina\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.librimondadori.it\/var\/ezflow_site\/ezdfs_mount\/var\/ezflow_site\/storage\/images\/sili\/opere\/adulti\/la-lucina\/9788804625087\/1729603-4-ita-IT\/3Dnn+9_2B_pic_9788804625087-la-lucina_original.png\" width=\"149\" height=\"200\" \/><\/a>Ho scelto di leggere questo recentissimo libro di Moresco per tre ragioni: 1) L\u2019<i>incipit<\/i>: \u201cSono venuto qui per sparire, in questo borgo abbandonato e deserto di cui sono l\u2019unico abitante\u201d. \u00c8 una tentazione che talvolta si fa strada anche nel mio animo; e anche il gruppo di case diroccate descritto nelle righe immediatamente successive corrisponde ad una suggestiva combinazione di due diversi luoghi cui penso spesso proprio come improbabili, e per questo <i>perfette<\/i>, sedi di rifugio. Perch\u00e9 non provare ad immergervisi sin d\u2019ora? 2) La prosa di quest\u2019Autore: ero rimasto ammaliato, ma anche travolto, da <a href=\"http:\/\/www.librimondadori.it\/libri\/canti-del-caos\"><i>Canti del caos<\/i><\/a>. Mi sono sempre chiesto come poter rivivere la stessa intensit\u00e0, senza per\u00f2 correre il rischio di riuscirne completamente soverchiato. Ecco la soluzione: la dimensione molto pi\u00f9 contenuta di quest\u2019ultimo pezzo invita ad un\u2019esperienza potenzialmente assai pi\u00f9 proporzionata e non meno profonda. Perch\u00e9, quindi, non dedicargli un pomeriggio? 3) Il titolo: nella sua semplicit\u00e0 ha evocato subito immagini familiari e riflessioni avvolgenti, ma anche un enigma da risolvere, un punto lontano da mettere a fuoco, un tema ricorrente e dominante che se ne sta sempre acceso e che richiama attenzione, silenzio e rispetto, ma anche un sorriso curioso; come quando ci si ritrova, da bambini e forse anche oggi, di fronte alle candele che stanno in chiesa di fronte ad un altare. Perch\u00e9, allora, non capire <i>come va a finire<\/i>?<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;\">Pur sorretto da queste motivazioni \u2013 che per ogni comunissimo lettore appartengono al novero di quelle <i>incrollabili<\/i> \u2013 sono rimasto un po\u2019 deluso. Il problema non \u00e8 la linearit\u00e0 estrema della storia, che \u00e8 tale soltanto per chi si accontenti di un\u2019impressione totalmente superficiale: la storia, in sostanza, non \u00e8 <i>solo<\/i> quella di un uomo che, nel buio di un luogo immerso nel bosco, vede una piccola luce all\u2019orizzonte, cerca di capire quale ne sia fonte, scopre che si tratta di un misterioso bambino e si trova quasi affascinato dal contatto con il mistero della morte che gli si palesa allorch\u00e9 viene a sapere che quel bambino altro non \u00e8 che un fantasma. La storia \u00e8 tutta nel <i>palco<\/i> in cui si rappresenta, nell\u2019abbraccio di una natura aggrovigliata e piena di vita e di domande che restano quasi sempre senza risposte; di una natura che, alla Lucrezio, solo l\u2019immaginazione pu\u00f2 sondare nel modo pi\u00f9 corretto, cos\u00ec come \u00e8 vero che anche l\u2019esperienza umana vi \u00e8 pienamente immersa e si nutre di nessi e di abissi razionalmente non spiegabili. L\u2019ambiguit\u00e0 e il carattere allusivo, ma irrisolto, del finale proprio questo vogliono mettere in scena. Tutto ci\u00f2 \u2013 l\u2019effetto complessivo, intendo \u2013 \u00e8 pienamente riuscito e degno, quindi, della pi\u00f9 grande stima.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;\">Eppure devo registrare che <i>La lucina<\/i> ha un grosso punto debole. Nonostante lo stile sia perfettamente adeguato alla materia e al senso che si vuole comunicare, ci\u00f2 rischia di continuare ad ingenerare l\u2019idea che Moresco sia <i>solo<\/i> \u201cun grande maestro della scrittura\u201d, come vuole ribadire anche la quarta di copertina (che peraltro si macchia anche del &#8220;crimine&#8221; di richiamare <i>troppo facilmente<\/i> Leopardi e il <i>Piccolo principe<\/i>: \u00e8 vero che la tradizione letteraria, in Moresco, \u00e8 il fondamento primo; ma l\u2019uso pubblicitario di alcuni riferimenti, in questo caso, \u00e8 troppo <i>astuto<\/i> ed ammiccante). Come si \u00e8 detto, invece, c\u2019\u00e8 dell\u2019altro in questo libro, e anche se al cospetto di una vicenda letteraria che non \u00e8 pi\u00f9 agli esordi e che si \u00e8 ormai composta, anzi, di migliaia di pagine occorre riconoscere che l\u2019Autore nutre ancora troppa fiducia nel <i>potere seduttivo<\/i> della parola. Il suo <i>tema<\/i> \u00e8 molto pi\u00f9 secco e cerebrale; non \u00e8 il soggetto di un <i>dipinto<\/i> rinascimentale, \u00e8 il frutto di un sofferto <i>lavoro di incisione<\/i>, con il quale il dialogo \u00e8 sempre aperto, sempre immutato, sempre <i>classico<\/i>. Moresco \u00e8 un autore <i>antico<\/i>: quando il <i>verso<\/i> seguir\u00e0 il <i>pensiero<\/i>, potremo acclamarlo di tutto cuore.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;\"><!--[if gte mso 9]><xml>\n<w:WordDocument>\n<w:View>Normal<\/w:View>\n<w:Zoom>0<\/w:Zoom>\n<w:HyphenationZone>14<\/w:HyphenationZone>\n<w:Compatibility>\n<w:BreakWrappedTables\/>\n<w:SnapToGridInCell\/>\n<w:ApplyBreakingRules\/>\n<w:WrapTextWithPunct\/>\n<w:UseAsianBreakRules\/>\n<w:UseFELayout\/>\n<\/w:Compatibility>\n<w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4<\/w:BrowserLevel>\n<\/w:WordDocument>\n<\/xml><![endif]--><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;\"><!--[if gte mso 10]><\/p>\n\n\n\n\n\n<style>\n \/* Style Definitions *\/\n table.MsoNormalTable\n\t{mso-style-name:\"Tabella 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href=\"http:\/\/reteuno.rsi.ch\/home\/networks\/reteuno\/Sinceramente\/2013\/04\/03\/ma-9-aprile.html#Audio\">Un&#8217;intervista radiofonica (di Rossana Maspero)<\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Antonio Moresco in dialogo con Walter Siti: <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Nw_O6sUePI0\">parte 1<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=kKcgb9ZULqw\">parte 2<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=WB_73or1GBA\">parte 3<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=vJlvrQ0OD3A \">parte 4<\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><a href=\"http:\/\/www.raccontopostmoderno.com\/2012\/03\/speciale-antonio-moresco\/ \">Un approfondimento su Moresco<\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><!--[if gte mso 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Cristiano)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho scelto di leggere questo recentissimo libro di Moresco per tre ragioni: 1) L\u2019incipit: \u201cSono venuto qui per sparire, in questo borgo abbandonato e deserto di cui sono l\u2019unico abitante\u201d. \u00c8 una tentazione che talvolta si fa strada anche nel mio animo; e anche il gruppo di case diroccate descritto nelle righe immediatamente successive corrisponde <a 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