{"id":1205,"date":"2013-04-10T22:07:59","date_gmt":"2013-04-10T21:07:59","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=1205"},"modified":"2013-04-10T22:13:52","modified_gmt":"2013-04-10T21:13:52","slug":"guglielmo-tell-per-la-scuola-max-frisch","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=1205","title":{"rendered":"Guglielmo Tell per la scuola (Max Frisch)"},"content":{"rendered":"<p><!--[if gte mso 9]><xml>\n<w:WordDocument>\n<w:View>Normal<\/w:View>\n<w:Zoom>0<\/w:Zoom>\n<w:HyphenationZone>14<\/w:HyphenationZone>\n<w:Compatibility>\n<w:BreakWrappedTables\/>\n<w:SnapToGridInCell\/>\n<w:ApplyBreakingRules\/>\n<w:WrapTextWithPunct\/>\n<w:UseAsianBreakRules\/>\n<w:UseFELayout\/>\n<\/w:Compatibility>\n<w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4<\/w:BrowserLevel>\n<\/w:WordDocument>\n<\/xml><![endif]--><\/p>\n<p><!--[if gte mso 10]>\n\n\n\n<style>\n \/* Style Definitions *\/\n table.MsoNormalTable\n\t{mso-style-name:\"Tabella normale\";\n\tmso-tstyle-rowband-size:0;\n\tmso-tstyle-colband-size:0;\n\tmso-style-noshow:yes;\n\tmso-style-parent:\"\";\n\tmso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;\n\tmso-para-margin:0cm;\n\tmso-para-margin-bottom:.0001pt;\n\tmso-pagination:widow-orphan;\n\tfont-size:10.0pt;\n\tfont-family:\"Times New Roman\";\n\tmso-fareast-font-family:\"Times New Roman\";}\n<\/style>\n\n<![endif]--><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;\"><a href=\"http:\/\/www.skira.net\/guglielmo-tell.html\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"tell\" src=\"http:\/\/www.skira.net\/media\/catalog\/product\/cache\/1\/image\/0dc2d03fe217f8c83829496872af24a0\/new_site\/public\/system\/thumbnails\/51240\/original\/GuglielmoTell_72dpi.jpg\" alt=\"\" width=\"182\" height=\"242\" \/><\/a>Chi non conosce la storia di Guglielmo Tell? Per gli smemorati, \u00e8 la famosa vicenda di quel cacciatore svizzero che \u00e8 costretto ad impegnarsi nella folle sfida di colpire con la sua balestra la mela posta sul capo del figlio: che fare? Ritirarsi, e cedere cos\u00ec al sopruso del potente che lo ha provocato in tal modo; o difendere l\u2019onore, proprio e della propria gente, aggrappandosi alle sue innate capacit\u00e0 di tiratore? Questa storia, connotata dai lineamenti incerti che si addicono alla leggenda, \u00e8 anche al centro del mito fondativo della Svizzera e della conquista della sua autonomia e della sua neutralit\u00e0: il potente che sfida Tell, infatti, non \u00e8 altro che un rappresentante dell\u2019autorit\u00e0 imperiale degli Asburgo, e la vittoria del valligiano, che si rifiuta di omaggiarne pubblicamente le insegne e che per questo \u00e8 spinto alla celebre prova, fissa un confine che per quell\u2019autorit\u00e0 non sar\u00e0 mai pi\u00f9 valicabile. Si tratta, quindi, di una <em>cosa seria<\/em>, che per ogni svizzero assume tuttora un significato particolare.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;\">Tuttavia, ecco irrompere il simpatico libretto di <a href=\"http:\/\/www.hls-dhs-dss.ch\/textes\/i\/I11804.php\">Max Frisch<\/a>, che presenta il <em>suo<\/em> Guglielmo Tell e si misura nel genere originalissimo, se non unico, del <em>racconto glossato<\/em>, di una sequenza semiseria di tanti brevi capitoli che, alternati ad un cospicuo e gustoso apparato di note, riescono in un effetto tra il comico e lo straniante. \u00c8 comico, <em>questo<\/em> Tell, perch\u00e9 \u00e8 buffo, pigro e per nulla imperioso il suo antagonista, che peraltro \u00e8 il personaggio principale della trama disegnata da Frisch e che viene ritratto, per cos\u00ec dire, sin dai primordi della sua avventura: ha un nome sempre incerto; non desidera altro che andarsene via al pi\u00f9 presto; cerca di interloquire ed integragire con gli autoctoni, ricevendone spesso l&#8217;indifferenza e l&#8217;ostilit\u00e0; si sente a disagio ed \u00e8 preso in giro anche dai bambini, che lo scambiano per uno spiritello malvagio; se si propone qualcosa, poi, lo fa soltanto per ripristinare un po\u2019 di legalit\u00e0, di buon gusto e di correttezza. Allo stesso tempo, il Tell di Frisch \u00e8 straniante: perch\u00e9 nelle note si apprende che, stando alle poche fonti realmente attendibili, le possibili variazioni del tema leggendario sono molte e che, forse, alla base delle rivendicazioni locali, non ci sono solo atti di nobile resistenza, ma anche aspirazioni puramente egoistiche o, semplicemente, la pervicace consuetudine ad una vita appartata e ad orizzonti spaziali e mentali completamente rigidi ed autoreferenziali. Inoltre, proprio sul pi\u00f9 bello \u2013 proprio nel momento in cui si cerca di capire che cosa avrebbe scatenato l\u2019incidente diplomatico ed accelerato il corso degli eventi \u2013 lo smaliziato romanziere arriva quasi al punto di combinare la comicit\u00e0 e lo straniamento, avvalorando l\u2019idea che a dominare la scena sia stato soltanto un equivoco e che il povero balivo si sia trovato, suo malgrado, a doverne pagare l\u2019indebita conseguenza.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;\">Frisch riesce nell\u2019impresa di \u201csmontare\u201d una gloria nazionale senza, con ci\u00f2, travolgerne del tutto l\u2019importanza storica e senza, soprattutto, sminuirne l\u2019originalit\u00e0. Si pu\u00f2 dire, anzi, che il puntuale apparato critico, se da un lato enfatizza gli ironici strali che il grande scrittore rivolge nei confronti di ogni retorica, dall\u2019altro facilita la contestualizzazione pi\u00f9 seria e il confronto pi\u00f9 critico, nella prospettiva di chi <em>tiene<\/em> al passato, ma (preferibilmente) a quello pi\u00f9 autentico e sincero. \u00c8 un\u2019opera \u201cper la scuola\u201d, in effetti: perch\u00e9 l\u2019operazione di <em>memoria<\/em> che Frisch compie ha un chiaro intento culturale e pedagogico, alla ricerca di un\u2019<em>identit\u00e0<\/em> che non sia il frutto di stereotipate e comode rappresentazioni. Ma <em>Guglielmo Tell per la scuola<\/em> \u00e8 anche un manifesto letterario, l\u2019ottimo esemplare dei canoni teorizzati in <a href=\"http:\/\/www.gaffi.it\/cgi-bin\/front_end\/libri?id=2176\"><em>Quadrato nero<\/em><\/a>, per i quali la realt\u00e0 pi\u00f9 vera pu\u00f2 solo essere <em>inventata<\/em> e l\u2019immaginazione presenta chiavi di lettura che la ragione, da sola, non permette di azionare completamente. In questo testo, alla fine, l\u2019Autore dell\u2019indimenticabile <em>Homo Faber<\/em> sembra davvero molto vicino a D\u00fcrrenmatt e ci offre, cos\u00ec, un\u2019altra buona occasione per conoscere meglio e per comprendere appieno quella profonda capacit\u00e0 decostruttiva che lo ha reso famoso e che non sorge esclusivamente da un esercizio estremamente analitico, ma sa trionfare specialmente quando esplode, nelle pieghe di un sorriso, da una considerazione del tutto onesta delle naturali debolezze degli uomini.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;\">Il <a href=\"http:\/\/www.mfa.ethz.ch\/en\/index.html\"><em>Max Frisch Archive<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi non conosce la storia di Guglielmo Tell? 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