{"id":10501,"date":"2026-08-22T13:58:48","date_gmt":"2026-08-22T12:58:48","guid":{"rendered":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=10501"},"modified":"2026-08-22T14:11:44","modified_gmt":"2026-08-22T13:11:44","slug":"la-fine-del-mondo-francesco-pecoraro","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=10501","title":{"rendered":"La fine del mondo (Francesco Pecoraro)"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.ponteallegrazie.it\/cms\/image\/book\/francesco-pecoraro-la-fine-del-mondo-9791255822684-600.jpg\" alt=\"\" style=\"width:244px;height:auto\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Un uomo \u00e8 nella sua cucina e si appresta a fare colazione, come ogni mattina. \u00c8 in pensione e vive a Roma, in quella che chiama Ipotassi Urbana Cetomediale, uno spazio che ruota, all\u2019incirca, attorno a Piazza Bainsizza, non lontano da Piazza Mazzini. E che, per l\u2019appunto, salvi i tanti uffici, \u00e8 abitato da un ceto medio benestante, socialmente compatto e abitudinario. Il protagonista \u00e8 proprio l\u2019io narrante o, meglio, la sua corrente inarrestabile di pensieri. Che gridano insofferenza per la fine di un mondo, quello&nbsp;<em>novecentesco<\/em>, al quale il protagonista stesso si \u00e8 formato e ha affidato le sue speranze, esistenziali e politiche. L\u2019insofferenza \u00e8 fragilit\u00e0, meditazione costante sulla patologia e sulla morte, ma anche nostalgia per l\u2019isola greca di tanti felici e intensi soggiorni, e per la dimensione misteriosa, naturale ed elementare, che quell\u2019esperienza ha sempre saputo garantire. Ora che tutto sembra tornare puro caos; ora che le giornate sono ritmate dai video che la rete suggerisce sul cellulare; ora che ogni anelito di&nbsp;<em>conformazione<\/em>&nbsp;(della citt\u00e0, come della vita individuale e collettiva) \u00e8 sulla via dell\u2019estinzione: non resta che riflettere ossessivamente sull\u2019inafferrabile complessit\u00e0 dell\u2019anatomia e della biologia, perch\u00e9 forse \u00e8 solo il desiderio di conoscere a custodire un ultimo bagliore. Anche se pure queste sollecitazioni restano ambigue, visto che l\u2019io narrante pare abbandonarsi ripetutamente al desiderio assoluto di ricongiungersi a una sorta di organico assoluto, semplice, guizzante e in fondo incosciente com\u2019\u00e8 il corpo di un pesce.<\/p>\n\n\n\n<p>Giova andare subito al sodo. Tra questo\u00a0<em>La fine del mondo<\/em>\u00a0e il precedente\u00a0<em><a href=\"https:\/\/www.ponteallegrazie.it\/libro\/lo-stradone-francesco-pecoraro-9788833310602.html\">Lo Stradone<\/a><\/em>, credo di preferire di gran lunga il secondo, quanto meno per l\u2019amore profondo che rivela lo scavo minuzioso sulla storia dei luoghi. Che si alterna al &#8211; consueto &#8211; poderoso sfogo contro le fauci ormai invincibili della contemporaneit\u00e0; ma che in fondo dimostrerebbe che la\u00a0<em>memoria<\/em>\u00a0e la\u00a0<em>presenza<\/em>\u00a0sono due ancore di salvezza altrettanto invincibili. Ora, per\u00f2, la parabola di Pecoraro arriva a un punto che pare rinunciare anche a queste risorse; che \u00e8 totalmente ripiegato su se stesso; che, pur continuando a gridare delusione e frustrazione, arriva a confessare un certo e sottile egoismo (di generazione; di punto di vista; di esperienza esistenziale e intellettuale). Non c\u2019\u00e8 dubbio che nel comunicare queste impietose sensazioni l\u2019Autore si offre a un giudizio ultimativo, che in fondo cerca di stimolare per rendersi esso stesso &#8211; con il suo mondo &#8211; sul banco degli imputati. Ma senza l\u2019empatia delle importanti opere pregresse, la scrittura si avverte nel suo essere per lo pi\u00f9 ripetitiva. N\u00e9 si pu\u00f2 forzare &#8211; come alcuni hanno fatto &#8211; il paragone con Thomas Bernhard, poich\u00e9, al confronto, ci\u00f2 che si apprende \u00e8 l\u2019estrema debolezza di una prosa quasi petulante. Dunque, alla fine, ci si sorprende a domandarsi quale sia davvero il senso del romanzo, che rimane compresso tra la reiterata lamentazione di una specifica fascia della societ\u00e0 politica italiana e l\u2019ultimo atto di una narrativa che probabilmente sa di essersi esaurita. Se proprio si vuole provare a confrontarsi con un pensiero della crisi, meglio tentare con\u00a0<em><a href=\"https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/storia\/altrimondi-federico-campagna-9788806267599\/\">Altrimondi<\/a><\/em> di Federico Campagna: che da una differente prospettiva anagrafica, e pur non essendo un romanzo, ma un saggio storico-filosofico, riesce a collocare e a coltivare la caduta al di fuori dei limiti del\u00a0<em>personale<\/em>\u00a0e del\u00a0<em>quartiere<\/em>\u00a0e in maniera quanto meno pi\u00f9 originale e affabulatoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Recensioni (di <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/francesco-pecoraro-e-linsensato-marasma-del-presente\">M. Barenghi<\/a>; di <a href=\"https:\/\/www.iltascabile.com\/recensioni\/fine-mondo-francesco-pecoraro\/\">G. Giossi<\/a>; di <a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/una-fogliata-di-libri\/2026\/04\/15\/news\/la-fine-del-mondo--276517\">G. Mancini<\/a>; di <a href=\"https:\/\/www.labalenabianca.com\/2026\/03\/25\/apocalissi-mancate-francesco-pecoraro\/\">L. Marchese<\/a>; di <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/francesco-pecoraro-arcigno-affabulatore-intravede-una-linea-di-incisione-nel-reale\">G. Tinelli<\/a>; <a href=\"https:\/\/minimaetmoralia.it\/letteratura\/la-fine-del-mondo-il-nuovo-romanzo-di-francesco-pecoraro\/\">F. Zanette<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un uomo \u00e8 nella sua cucina e si appresta a fare colazione, come ogni mattina. \u00c8 in pensione e vive a Roma, in quella che chiama Ipotassi Urbana Cetomediale, uno spazio che ruota, all\u2019incirca, attorno a Piazza Bainsizza, non lontano da Piazza Mazzini. 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