{"id":1041,"date":"2013-02-17T22:22:20","date_gmt":"2013-02-17T21:22:20","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=1041"},"modified":"2013-02-17T22:30:09","modified_gmt":"2013-02-17T21:30:09","slug":"una-scuola-imperdibile","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=1041","title":{"rendered":"Una scuola&#8230; imperdibile!"},"content":{"rendered":"<p>Molto probabilmente non esiste un Paese nel quale si parli di scuola e di <em>riforma<\/em> della scuola nel modo con il quale lo si fa usualmente in Italia. La scuola italiana \u00e8 costantemente al centro dell\u2019attenzione: per il suo posizionamento, di solito non \u201cegregio\u201d, nelle pi\u00f9 diverse classifiche internazionali; per lo <em>status<\/em> cos\u00ec vario e incerto, o meglio, prevalentemente \u201cprecario\u201d e de-qualificato, del personale docente; per gli improbabili e maldestri vaticinii di sempre nuove e mirabili metamorfosi che ogni Ministro attribuisce sempre alle imminenti misure che si propone di adottare o di veicolare in Parlamento; per un complesso di straniante inferiorit\u00e0, nei confronti di altre fette della succosa \u201cpolpa\u201d nazionale, ma anche in paragone a modelli pretesamente pi\u00f9 efficienti, eppure <em>in loco<\/em> mai sperimentati; per i periodici episodi di cronaca che nelle rappresentazioni di molta stampa finiscono per additare le nostre aule a laboratorio di retroguardia, di staticit\u00e0, di inaccettabili bullismi di vario genere.<\/p>\n<p>Per lo pi\u00f9, quindi, si tratta di una storia infinita, dai toni ormai scontati e logoranti. E capita anche di leggere spesso (come \u00e8 possibile fare anche in questo <a href=\"http:\/\/www.ilsussidiario.net\/News\/Educazione\/2013\/2\/10\/SCUOLA-Si-possono-leggere-10-righe-dei-Promessi-Sposi-al-biennio-e-non-capire-\/362225\/\">articolo<\/a>, di qualche giorno fa) che la missione di una scuola cos\u00ec in difficolt\u00e0 sarebbe tanto pi\u00f9 frustrata da una desolante e irrimediabile mancanza di reattivit\u00e0 dei suoi stessi alunni: che leggono poco e male; che non si interessano; che sono &#8220;aggrediti&#8221; da sollecitazioni &#8211; distrazioni &#8211; molteplici e continue; che, semplicemente, non sono neanche capaci di accedere al grande patrimonio della nostra tradizione letteraria, non tanto per poterlo capire appieno, quanto per poterlo, almeno e semplicemente, leggere e conoscere.<\/p>\n<p>Allora \u00e8 spontaneo, nei pi\u00f9, ricordare che, viceversa, le cosiddette \u201ceccellenze\u201d sarebbero prevalentemente all\u2019estero e che occorrerebbe semplicemente prendere esempio da quelle per raggiungere traguardi altrimenti inaccessibili, ma anche per tentare, solamente, di salvare il salvabile. Si discute, cos\u00ec, dell\u2019adeguamento del sistema italiano a standard globali ormai irrefutabili. Si ripete che occorre guardare <em>in avanti<\/em>. Si vede in ogni richiamo ai <em>depositi<\/em> culturali della Penisola il rinvio ad un fondamento che, se ancora valido, si pu\u00f2 difendere soltanto con mezzi pi\u00f9 moderni, e che non pu\u00f2 certo fornire alibi per atteggiamenti di resistenza o di ri-proposizione di percorsi e di studi divenuti ormai obsoleti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"puoti\" src=\"http:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/thumb\/f\/f1\/Puoti.jpg\/220px-Puoti.jpg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"328\" \/>Ebbene, di fronte a tutto questo, viene da chiedersi se si debba fare l\u2019esatto contrario, ossia, pi\u00f9 correttamente, se, per raggiungere quei risultati, ci si debba guardare innanzitutto <em>indietro<\/em>, avendo in mente un\u2019<em>esperienza scolastica imperdibile<\/em>, come fu quella, pre-unitaria e napoletana, del marchese <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/basilio-puoti\/\">Basilio Puoti<\/a> (1782-1847: v. il ritratto a sinistra), alla cui fonte si sono abbeverati, tra i tanti, <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/francesco-de-sanctis_%28Dizionario-Biografico%29\/ \">Francesco De Sanctis<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/luigi-settembrini\/\">Luigi Settembrini<\/a>. Certo, <em>molti<\/em> potranno obiettare <em>molto<\/em>: che era una scuola super-elitaria; che il <em>materiale umano<\/em> era diverso; che era una scuola privata per studenti assai motivati e ricchi, non la scuola di massa; che il suo <em>curricolo<\/em> \u00e8 sostanzialmente improponibile, in quanto profondamente sbilanciato in severissimi studi umanistici; che in quel tempo non esistevano affollatissime classi multi-etniche con cui confrontarsi etc. Tutto questo \u00e8 vero. Per\u00f2 \u00e8 parimenti indubitabile che ci\u00f2 che racconta De Sanctis \u00e8 straordinariamente accattivante e, a ben vedere, non \u00e8 affatto <em>intraducibile<\/em>; tanto che l\u2019illustre letterato, che era gi\u00e0 stato, e lo sarebbe stato ancora, anche Ministro della Pubblica Istruzione, poneva di fatto la <a href=\"https:\/\/famedisapere.wordpress.com\/tag\/marchese-puoti\/\">scuola del Puoti<\/a> proprio come esempio con cui competere rispetto alle altre esperienze di matrice europea, <em>in primis<\/em> quelle anglosassoni.<\/p>\n<p>Il De Sanctis vi allude in pi\u00f9 occasioni, e cos\u00ec anche sulle pagine di <em>Nuova antologia<\/em> (vol. 9, 1868, pp. 509 ss.), trovando un pretesto nella lettura di volumi che trattavano di tutt\u2019altre questioni. L\u2019attenzione per il Puoti, in <a href=\"http:\/\/books.google.it\/books?id=H_sPAAAAYAAJ&amp;pg=PA509&amp;dq=l%27ultimo+de%27+puristi&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ei=uqYET-GsEuH54QTkkcSNCA&amp;ved=0CDoQ6AEwAQ#v=onepage&amp;q=l%27ultimo%20de%27%20puristi&amp;f=false\">questo pezzo<\/a>, \u00e8 ampia, e non \u00e8 scevra da venature ironiche e critiche (oltre che da una meditata ribellione nei confronti del Maestro): ad essere ironica e critica, per la verit\u00e0, \u00e8 l\u2019intera intonazione del saggio (intitolato <em>L\u2019ultimo de\u2019 puristi<\/em>), poich\u00e9 la sottolineatura di un certo dogmatismo e di un certo passatismo \u2013 quelli di chi intende seguire le orme del Puoti fissandone l\u2019insegnamento in un qualcosa di infallibile \u2013 servono all\u2019autore per <em>valutare<\/em> la ponderosa opera di cui vorrebbe discutere e di cui, in fondo, si prende gioco apertamente. La cosa rilevante, per\u00f2, \u00e8 che De Sanctis, parlando del Puoti, lancia un messaggio importantissimo: ricorda che le nuove generazioni, per poter sviluppare le loro forze, hanno \u201cbisogno di trovare innanzi a s\u00e8 un passato da combattere, un avvenire da conquistare\u201d; e allora \u201cil passato si chiamava il seminario, l\u2019istruzione provinciale; il progresso si chiamava il purismo, la scuola di Basilio Puoti\u201d.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la <em>prospettiva<\/em> giusta, quella che consente di capire come un modello di scuola storicamente superato e inattuabile possa diventare un fattore propulsivo anche nel contesto attuale. Perch\u00e9 quella scuola, infatti, era di per s\u00e9 <em>inattuale<\/em>, come dev\u2019essere sempre ogni scuola; essa era gi\u00e0 radicalmente <em>in avanti<\/em>. Perch\u00e9 gli alunni, in effetti, vi erano chiamati alla discussione e al confronto; perch\u00e9 vi si imparava che \u201cil peccato non era il nascer patrizio o il divenir prete; il peccato era l\u2019ignoranza\u201d; perch\u00e9 le lezioni non erano \u201co spiegazioni o teorie\u201d, ma \u201cesercitazioni\u201d; perch\u00e9 gli alunni \u201cveterani\u201d si prendevano cura dei meno esperti e diventavano esempi da imitare; perch\u00e9, in definitiva, \u201ci principali attori erano i giovani\u201d, e \u201ci poltroni poco ci duravano\u201d; perch\u00e9 la creazione di una specie di \u201cdisciplina naturale\u201d dei discenti passava per il confronto rigorosissimo con riferimenti che, in quanto antichi, erano dichiaratamente <em>in polemica<\/em> con il presente e ne suscitavano, cos\u00ec, una considerazione critica e matura; perch\u00e9 \u201calla coltura letteraria tenea dietro un vero progresso ne\u2019 diversi rami dello scibile\u201d (sicch\u00e9 era anche scuola moderna e avanzata, che si apriva ai grandi pensatori e alle grandi scoperte del tempo; in un\u2019altra sede De Sanctis racconta della visita fatta alla scuola da <a href=\"http:\/\/gpilumeli1947italy.wordpress.com\/2006\/11\/15\/de-sanctis-incontra-giacomo-leopardi\/\">Leopardi in persona<\/a>, su invito del Puoti).<\/p>\n<p>\u00c8 possibile, dunque, che queste <em>intenzioni<\/em>, queste <em>attitudini<\/em>, questi <em>metodi<\/em> possano essere riprodotti anche oggi? La risposta non pu\u00f2 che essere affermativa e, cosa che fa ancor pi\u00f9 piacere, potenzialmente foriera di grandi soddisfazioni: poich\u00e9 non \u00e8 vero che coltivare i saperi umanistici <em>non serve<\/em> e non pu\u00f2 essere accostato alla frequentazione, in questo modo maggiormente proficua, delle scienze dure; poich\u00e9 i ragazzi possono essere al centro del processo formativo che li riguarda, e ci\u00f2 senza che si rinunci ad essere correttamente esigenti; poich\u00e9 si pu\u00f2 essere <em>puristi<\/em> anche oggi, a patto che questo purismo non sia fine a se stesso e si promuova, viceversa, a metodo rivoluzionario ed alternativo rispetto a ci\u00f2 che viene <em>gi\u00e0 offerto<\/em> fuori dalla scuola; poich\u00e9, in conclusione, \u00e8 un modello tutto italiano, da riscoprire e, davvero, da non perdere pi\u00f9.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.claudiogiunta.it\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/Marco-Grimaldi-su-De-Sanctis-e-la-scuola.pdf\">Francesco De Sanctis e la scuola del Risorgimento (di Marco Grimaldi)<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molto probabilmente non esiste un Paese nel quale si parli di scuola e di riforma della scuola nel modo con il quale lo si fa usualmente in Italia. 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