{"id":10385,"date":"2026-04-19T07:18:54","date_gmt":"2026-04-19T06:18:54","guid":{"rendered":"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=10385"},"modified":"2026-04-19T07:18:55","modified_gmt":"2026-04-19T06:18:55","slug":"storia-di-un-patrimonio-giovanni-comisso","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=10385","title":{"rendered":"Storia di un patrimonio (Giovanni Comisso)"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/pictures.abebooks.com\/inventory\/31843553941.jpg\" alt=\"\" style=\"width:202px;height:auto\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Nei campi e sulle colline attorno a Onigo, nel Trevigiano, vicino alle rive del Piave, Lorenzo Mainardi amministra con occhio vigile e mano ferma i suoi possedimenti e i mezzadri che vi lavorano. Di famiglia nobile, era riuscito sin da giovane a salvare le terre dalla prodigalit\u00e0 e dalle vampe rivoluzionarie della madre Luisa, riparata in Piemonte dopo i moti del 1848. Pur avendo studiato, si \u00e8 concentrato solo sul patrimonio e non si \u00e8 sposato, anche se ha avuto un figlio da una relazione con la governante Anna. Gli anni passano, Lorenzo si fa pi\u00f9 burbero e abitudinario, e la sua progenie naturale &#8211; due nipoti in particolare, guidati dalla loro madre Gilda, nuova effettiva governante &#8211; attende con stolida tenacia di ereditare le sostanze. Scoppia la Grande Guerra e dopo Caporetto, quando anche Lorenzo viene travolto, tutto pare perduto, anche se un ultimo testamento salva i nipoti e li rende protagonisti di una nuova fase, potenzialmente carica di speranza. Ma la povert\u00e0 diffusa e le insidie politiche della ricostruzione &#8211; tra cooperative rosse e cooperative bianche &#8211; sono una trappola da cui \u00e8 difficile scappare. E ci\u00f2 che Lorenzo tanto aveva custodito viene definitivamente disperso, mentre i due giovani contadini, prima arricchiti e poi spoliati, emigrano per ripartire da ci\u00f2 che le loro braccia gli possono dare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Comisso tra le due guerre &#8211; il libro \u00e8 del 1933 e Mondadori lo ripubblicher\u00e0 nel 1956 &#8211; \u00e8 scrittore che gi\u00e0 si immerge pienamente nel paesaggio e negli uomini della\u00a0<em>sua<\/em>\u00a0campagna. Come tale, \u00e8 autore di pagine limpidissime, semplici, fotografiche; e al contempo cariche di evidente empatia per un mondo, ormai superato, che egli avverte pi\u00f9 semplice ed elementare, e pi\u00f9 vero, di quello contemporaneo. Questa urgenza di essenziale autenticit\u00e0, in realt\u00e0, \u00e8 la cifra dell\u2019<em>intero<\/em>Comisso, e pertanto non dovrebbe stupire che la spina dorsale di questo romanzo<em>\u00a0<\/em>sia un <a href=\"https:\/\/www.premiocomisso.it\/la-villa-ghirlanda-ad-onigo-di-piave\/\">racconto anteriore<\/a>, del 1921; del periodo, peraltro, da cui il\u00a0<em>sugo<\/em>\u00a0della vicenda \u00e8 estratto. Si tratta di un pezzo anti-politico e anti-storico per eccellenza. \u00c8 il fluire ambizioso e vanaglorioso dell\u2019animo umano a corrompere l\u2019ordine naturale, l\u2019equilibrio in cui, per Comisso, anche ci\u00f2 che della civilt\u00e0 contadina appare grezzo, arretrato e finanche meschino pu\u00f2 assumere, sorprendentemente, un senso protettivo. In questa direzione, lo sguardo di Comisso \u00e8, simultaneamente, e ambiguamente, complice e quasi antitetico rispetto a quello di Verga (<em>La roba<\/em>). Come tale, dunque, \u00e8 originalissimo. E non c\u2019\u00e8 dubbio, inoltre, che, letto oggi,\u00a0<em>Storia di un patrimonio<\/em>, anche nella sua esemplare linearit\u00e0 di scrittura, appare come la fissazione di un canone: di quel\u00a0<em>mood<\/em>\u00a0che, ad esempio, ritroviamo in un acclamato e bel <a href=\"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=8543\">romanzo di Matteo Melchiorre<\/a>. Si sbaglia sempre poco se si legge o ri-legge Comisso: perch\u00e9 lo si vede resistere e riaffiorare ancora, come la radice inesausta di un grande albero; ma soprattutto perch\u00e9 le sue parole hanno colori, sapori e odori nitidi, solidi ed evocativi.<\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni Comisso su questi schermi: <a href=\"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=8579\">1<\/a>, <a href=\"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=7948\">2<\/a>, <a href=\"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=7453\">3<\/a> e <a href=\"https:\/\/fulviocortese.it\/?p=2857\">4<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Due \u201cvecchie\u201d recensioni: di <a href=\"https:\/\/www.abcvox.info\/giovanni-comisso-romanzo-storia-di-un-patrimonio-editore-treves-1933-biblioteca-dea-sabina\/\">G. Ferrata<\/a> e  di <a href=\"http:\/\/www.approdoletterario.teche.rai.it\/Download.aspx?data=1966%7C1T%7CI%7C8%7C000%7CA\">D. Valeri<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Un <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/live\/NV-7xBoroac?si=F3ABf7KzgxIFV5_f\">approfondimento<\/a> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei campi e sulle colline attorno a Onigo, nel Trevigiano, vicino alle rive del Piave, Lorenzo Mainardi amministra con occhio vigile e mano ferma i suoi possedimenti e i mezzadri che vi lavorano. 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