{"id":1014,"date":"2013-02-11T22:45:11","date_gmt":"2013-02-11T21:45:11","guid":{"rendered":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=1014"},"modified":"2013-02-11T22:46:03","modified_gmt":"2013-02-11T21:46:03","slug":"resoconto-su-reddito-e-salute-igor-de-marchi","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/fulviocortese.it\/?p=1014","title":{"rendered":"Resoconto su reddito e salute (Igor De Marchi)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.librerie.it\/libri\/narrativa-italiana\/resoconto-su-reddito-e-salute.html\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"resoconto\" src=\"http:\/\/www.librerie.it\/sites\/default\/files\/resoconto-su-reddito-e-salute.jpg?1272900550\" alt=\"\" width=\"108\" height=\"164\" \/><\/a>Basterebbe l\u2019efficace <a href=\"http:\/\/books.google.it\/books?id=TKPFsTaRTfYC&amp;pg=PA5&amp;dq=la+voce+dell%27invero+fiori+de+marchi+resoconto&amp;hl=it&amp;sa=X&amp;ei=-WAXUcraM4qE4ATRn4DQAQ&amp;ved=0CDEQ6AEwAA#v=onepage&amp;q=la%20voce%20dell%27invero%20fiori%20de%20marchi%20resoconto&amp;f=false\">prefazione di Umberto Fiori<\/a> per farci presentire qualcosa su questa raccolta di Igor De Marchi e sulla <em>validit\u00e0<\/em> delle sue liriche. Fiori \u00e8 uno dei poeti pi\u00f9 bravi degli ultimi vent\u2019anni.\u00a0Quale affidavit, allora, potrebbe essere migliore? In realt\u00e0, la pulizia e la schietta unilateralit\u00e0\u00a0di questi versi si presentano da sole. A ci\u00f2 contribuisce soprattutto un\u2019evidenza linguistica, che \u00e8 annunciata anche dal tenore, secco e burocratico, del titolo. L\u2019Autore fornisce una cronaca, descrive e non <em>canta<\/em>, fedele, nello stile, all\u2019oggetto che lo ispira, alla crisi di un\u2019identit\u00e0, personale e territoriale, ed alla volont\u00e0 di presentarne la pi\u00f9 varia sintomatologia. \u00c8 proprio vero che il poeta si riconosce dalla sua capacit\u00e0 di avvertire le cose che stanno accadendo prima di tutti gli altri ovvero, e ancor di pi\u00f9, quando stanno incombendo, quando stanno, cio\u00e8, per accadere: le poesie di De Marchi sono del 2003, e ci dicono, senza tanti fronzoli, di un decadimento che ora, dieci anni dopo, pu\u00f2 conclamarsi, purtroppo, allo stadio del luogo fin troppo comune. Si tratta di una poesia interessante, dunque, anche perch\u00e9 amaramente preveggente.<\/p>\n<p>I momenti pi\u00f9 intensi del \u201crapporto\u201d sullo stato di \u201creddito e salute\u201d sono concentrati nelle poesie di <em>Ascesa e declino di un giovane agente di commercio<\/em> (p. 45) e nel successivo <em>Gruppo 3: beni di prima necessit\u00e0<\/em> (p. 65). Nella prima serie, quasi un poemetto, posto esattamente nel mezzo della raccolta, a fungere da perno, c\u2019\u00e8 la rassegnata e disillusa coscienza del popolo delle partite IVA, la scomparsa dei sogni della giovinezza, qualche tocco di malinconia di corpo e di <em>classe<\/em>, il luccich\u00eco delle brochure aziendali, la monotonia snervante di una flessibilit\u00e0 che \u00e8 ingorgo e gorgo allo stesso tempo, la ferocia intrinseca all\u2019atto anodino e seriale delle dimissioni. \u00c8 facile, in queste condizioni, coltivare il dubbio di essersi irrimediabilmente confusi, specchiati tra i maiali rinchiusi nei camion che ci sorpassano e ci circondano nella coda dell\u2019autostrada: <em>E poi: \/ qui, chi per me \/ pu\u00f2 dire \/ dove finisce l\u2019a caso del macello \/ e dove inizia invece \/ l\u2019equo apprezzamento dei tagli?<\/em> (p. 57).<\/p>\n<p>Nel <em>Gruppo 3<\/em> sono i riti quotidiani a dar corpo e pensiero al tipo psicologico di generazioni sfortunate e smarrite: il rito della soap opera, il rito della sera passata ad origliare la felicit\u00e0 altrui, il rito delle vacanze sempre occupate, eppure foriere di un\u2019ingenua ed effimera aspettativa di futuro&#8230; Sicch\u00e9, di rito in rito, si finisce ben presto ad accettare il presente, a ritenerlo inevitabile, a non stupirsi pi\u00f9 dei tanti gatti <em>scavezzati sui cigli delle strade<\/em> (p. 74), quelli che vengono travolti adesso, nella contingenza, ma anche quelli che ancora devono venire, che per il momento se ne stanno al sicuro e che comunque periranno, perch\u00e9, diversamente dai cani, tirano dritti e filano via <em>senza guardare \/ come invece fanno i cani<\/em>. C\u2019\u00e8 un fatalismo agrodolce in questi versi, che \u00e8 anche capacit\u00e0 di provare compassione e di suscitare, con il lettore, un meccanismo di reciproco riconoscimento, cui lasciarsi andare con qualche inquietudine ma senza la paura di scoprirsi da soli. Il dramma che si sta svolgendo non \u00e8 individuale, \u00e8 un\u2019intera fase storica e sociale a naufragare, e De Marchi ne traccia le ultime rotte con ricercata asciuttezza.<\/p>\n<p>Il <em>reportage<\/em> sulla realt\u00e0 sbiadita e sul processo che porta allo scoprirsene fatalmente parte integrante prosegue \u2013 come andamento di uno sguardo, a volte nitido e a volte <em>oscillante<\/em>, su di una fotografia in bianco e nero o, meglio, sull\u2019immagine di una periferia industriale dismessa (p. 22) \u2013 anche al di fuori delle parti centrali del libro, sia prima (nel <em>Gruppo 1: interferenze<\/em> e nel <em>Gruppo 2<\/em>), sia dopo (nel <em>Gruppo 4<\/em>). Esso, anzi, si rivela completamente nelle (belle) poesie che De Marchi compone, con voce onesta e sincera, nel suo dialetto d\u2019origine: perch\u00e9 \u00e8 chiaro che ogni anno, il tempo che passa inesorabile e la vita in genere sono come <em>na giostra, che te ride senpre manco \/ e no te pol smontar do<\/em> (p. 81).<\/p>\n<p>L\u2019esperienza di questo piccolo e piacevolissimo libro non \u00e8 isolata. Nel momento in cui era stato pubblicato, De Marchi era uno dei tre baldi \u201cpoeti dell\u2019A27\u201d, con i quasi coetanei <a href=\"http:\/\/www.radio.rai.it\/radio3\/fahrenheit\/mostra_evento.cfm?Q_EV_ID=246942 \">Giovanni Turra<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/libri\/gatto+sebastiano\/libri+di+sebastiano+gatto.html\">Sebastiano Gatto<\/a>, in seguito, forse, pi\u00f9 noti e pi\u00f9 prolifici, ma solo da un punto di vista quantitativo. L\u2019autore del <em>Resoconto<\/em>, dopo aver autoprodotto un\u2019altra singolare raccolta (<a href=\"http:\/\/www.nazioneindiana.com\/2008\/07\/10\/racconti-di-un-uomo-invisibile-su-fortune-di-igor-de-marchi\/ \"><em>Fortune<\/em><\/a>, 2007), \u00e8 pressoch\u00e9 scomparso dagli scaffali della poesia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>il mutuo (da <em>Gruppo 3: beni di prima necessit\u00e0<\/em>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sto pagando un mutuo di quindici anni<\/p>\n<p>per l\u2019appartamento in cui vivo.<\/p>\n<p>Ho sottoscritto una polizza vita<\/p>\n<p>di vent\u2019anni. Il mio promotore<\/p>\n<p>finanziario di fiducia<\/p>\n<p>mi sottopone ogni quindici giorni<\/p>\n<p>vantaggiose opportunit\u00e0<\/p>\n<p>di investimento a lungo termine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Eppure stento a immaginarmi allora<\/p>\n<p>brizzolato e limpido,<\/p>\n<p>circondato da nipoti<\/p>\n<p>gioiosi e figli amorevoli<\/p>\n<p>come vuole la brochure<\/p>\n<p>dell\u2019assicurazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>son \u2018ndat f\u00f2ra (da <em>Gruppo 4<\/em>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Son \u2018ndat f\u00f2ra.<\/p>\n<p>Me bru\u1e61ea i \u00f2ci co tut quel fun,<\/p>\n<p>quel bacan che i fea.<\/p>\n<p>Me \u00e0 volest un t\u00f2c<\/p>\n<p>a \u2018bituarme al scur,<\/p>\n<p>un t\u00f2c a inprumar la n\u00f2t,<\/p>\n<p>parch\u00e9 la luce de la cu\u1e61ina<\/p>\n<p>l\u2019imbarlum\u00e9a.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>F\u00f2ra, a f\u00f2rza de strucar<\/p>\n<p>e tirar i \u00f2ci, i se \u00e0 net\u00e0:<\/p>\n<p>\u00f2 vist par aria<\/p>\n<p>tut un formigolar de stele<\/p>\n<p>che le zign\u00e9a<\/p>\n<p>come un sgrisolar de garduzh.<\/p>\n<p>E alora i \u00f2ci te li sente slanpidar,<\/p>\n<p>te sente drento che se desfa na paura<\/p>\n<p>e la te vien su:<\/p>\n<p>la vegnar\u00e0 forse na \u00f2lta<\/p>\n<p>la formiga a canbiarne<\/p>\n<p>tuti sti versi, sti d\u00e8nt da late,<\/p>\n<p>tuta sta vita che bala e che casca,<\/p>\n<p>a asarne un sch\u00e8o sul comodin.<\/p>\n<p>O forse l\u2019\u00e9 meio che me li tegne duro<\/p>\n<p>e magari che i ase<\/p>\n<p>\u2013 come quel fiol de un can de me nono \u2013<\/p>\n<p>piantadi in te un p\u00e8rsego cru.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/semicerchio.bytenet.it\/articolo.asp?id=265\">Una recensione (di Alberto Cellotto)<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.absolutepoetry.org\/IMG\/pdf\/Igor_De_Marchi_-_Inediti_per_Absolute_Poetry.pdf\">Sette poesie da <em>Fortune<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Basterebbe l\u2019efficace prefazione di Umberto Fiori per farci presentire qualcosa su questa raccolta di Igor De Marchi e sulla validit\u00e0 delle sue liriche. 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